6.000Lettori online ora
Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Educazione, la sfida del cambiamento: il messaggio ai docenti

La terza edizione del Festival internazionale dell’Educazione metterà al centro il ruolo degli insegnanti e la capacità della scuola di incidere sulla società.

Il successo della precedente edizione ha convinto gli organizzatori a rilanciare il Festival internazionale dell’Educazione. «Un successo che ha incoraggiato a programmare la terza edizione del Festival, anche per la qualità del dibattito e la varietà dei pubblici», ha spiegato Domenico Simeone, direttore scientifico della manifestazione e preside della facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica.

Al centro del nuovo appuntamento ci sarà anche un riconoscimento rivolto a maestre e maestri: il loro lavoro viene descritto come una responsabilità civile, non limitata alla trasmissione di nozioni. Educare significa aiutare ragazze e ragazzi a sviluppare pensiero autonomo, capacità di relazione, senso della responsabilità e attenzione verso il mondo.


Gli insegnanti come presidio civile

Il messaggio affidato alla professoressa Luigina Mortari insiste sul valore quotidiano della professione docente. In una fase segnata da conflitti, chiusure culturali e difficoltà nel confronto, la scuola viene indicata come uno spazio capace di proteggere il pensiero libero e di costruire legami dentro la comunità.

La lettera rivolta agli insegnanti riconosce inoltre il peso emotivo e intellettuale del loro impegno. Ogni rapporto costruito in classe, anche con gli alunni più fragili o con i gruppi che faticano a trovare equilibrio, richiede pazienza, creatività e cura, lasciando effetti destinati a durare nel tempo.


Un festival nato per incidere

L’edizione 2027 avrà come tema “Cambiamento. Il potere trasformativo dell’educazione”. L’obiettivo, ha chiarito Simeone, è interrogarsi sul modo in cui l’educazione possa sostenere trasformazioni reali nei diversi settori della vita collettiva, valorizzando esperienze già sperimentate e nuove direzioni di lavoro.

Il programma si svolgerà dal 14 al 17 ottobre 2027 e coinvolgerà pubblici differenti. L’intenzione è fare emergere le pratiche educative sviluppate dalla città e, nello stesso tempo, alimentare una discussione sulle prospettive future della scuola e della formazione.


Il bilancio della precedente edizione

Nel 2025 il Festival aveva riunito quasi 4mila partecipanti in oltre 50 iniziative. Il calendario comprendeva conversazioni pubbliche, tavole rotonde, concerti, esposizioni, laboratori e visite guidate, con una partecipazione significativa anche alla mostra “Mondi, viaggi, storie…e poi c’è Jacovitti!”, allestita al Museo Santa Giulia.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

A Brescia si erano alternati interventi internazionali, attività per bambini e genitori, spettacoli e occasioni di approfondimento destinate a insegnanti ed educatori. Non erano mancati momenti formativi per gli studenti delle scuole superiori e proposte rivolte alle imprese, in un percorso che aveva messo in dialogo scuola, cultura, famiglie e territorio.


L’appuntamento con Luigina Mortari

Una prima riflessione sui temi della nuova edizione sarà proposta lunedì 5 ottobre alle 17, nell’aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in via Trieste 17. L’incontro cadrà nella Giornata mondiale degli insegnanti e sarà dedicato alle difficoltà che ogni giorno accompagnano il lavoro educativo.

Luigina Mortari, docente dell’Università degli studi di Verona, presenterà l’intervento intitolato “Lettera ai maestri e alle maestre”. Nei mesi scorsi la professoressa ha pubblicato “A scuola. L’arte di educare” per Mimesis, un volume che affronta la scuola non attraverso una semplice elencazione dei suoi problemi, ma come luogo nel quale si esercita una responsabilità decisiva verso le persone e la società.


Educazione e sviluppo sostenibile

Il ruolo dei docenti viene collocato anche nel quadro dell’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, dedicato a un’istruzione di qualità. In questa prospettiva, gli insegnanti sono essenziali per rendere l’apprendimento più equo e accessibile, ampliare l’alfabetizzazione e contrastare l’abbandono scolastico precoce.

Il Festival è promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore insieme a Fondazione Brescia Musei, Fondazione Asm, Gruppo La Scuola, InnexHub - Fondazione Aib e Fondazione Teatro Grande. L’iniziativa si inserisce nel sessantesimo anniversario della Raccomandazione ILO/UNESCO del 1966 sullo status degli insegnanti e intende riportare al centro il contributo della scuola alla crescita delle persone.

La lettera si chiude con un ringraziamento a chi continua a insegnare anche quando il riconoscimento ricevuto non è proporzionato alle energie investite. La richiesta, rivolta alla società, è di non lasciare soli i docenti e di garantire loro condizioni dignitose per svolgere un compito considerato fondamentale per il futuro comune.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere