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Cronaca 2 min di lettura5 giorni fa

Predappio, la maglia dei Pulcini divide: un genitore ritira il figlio

La contestazione è esplosa attorno a una semplice casacca da calcio, ma il nodo è diventato subito simbolico: a Predappio, paese natale di Benito Mussolini, la scritta "Predappio tricolore" finita sulle maglie dei Pulcini ha sollevato un…

La contestazione è esplosa attorno a una semplice casacca da calcio, ma il nodo è diventato subito simbolico: a Predappio, paese natale di Benito Mussolini, la scritta "Predappio tricolore" finita sulle maglie dei Pulcini ha sollevato un caso che ha portato un padre a togliere il figlio dalla squadra.


Uno sponsor che divide il paese

L’iniziativa nasce con il nuovo corso dello Sporting Predappio, progetto nato dopo il fallimento della vecchia Ac Predappio e oggi iscritto in Prima categoria. In un momento in cui gli sponsor del territorio sono pochi, tra i sostenitori dei baby-calciatori è entrato anche un negozio che commercia souvenir, oggetti e gadget legati al Ventennio. Per le divise è stato scelto il viola e, come dicitura, proprio il nome del punto vendita.

Un genitore ha chiesto di cambiare quella formula, proponendo al posto di "Tricolore" la parola "Souvenir" per evitare riferimenti percepiti come troppo vicini alla simbologia fascista. La richiesta ha trasformato una scelta commerciale in una polemica pubblica.


Canali invita a lasciare decidere i genitori

Il sindaco Roberto Canali ha minimizzato l’episodio e ha ricordato che, a suo dire, la decisione era stata condivisa: ha spiegato che chi aiuta i bambini va comunque ringraziato e che la questione della maglia spetta ai genitori. In sostanza, per il primo cittadino, il nome richiamerebbe semplicemente l’attività dello sponsor.

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Flamigni difende il progetto

Più netta la posizione di Gianni Flamigni, responsabile del settore giovanile e consigliere comunale, che definisce la vicenda “una bolla di sapone”. Secondo lui non c’è alcuna esaltazione di valori fascisti e le stesse magliette erano già state usate nella stagione precedente senza proteste. Ha spiegato anche che il bambino è stato ritirato proprio dopo il disagio manifestato dalla famiglia, un passaggio che la società dice di rammaricarsi di aver visto.

Flamigni ha poi aggiunto che l’obiettivo era soltanto sostenere la squadra e che l’azienda sponsor aveva scelto di credere nel progetto. Ora, però, lo Sporting Predappio vuole capire se continuare con quelle casacche oppure cambiare strada dopo un nuovo confronto con i genitori.

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