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Cronaca 3 min di lettura1 ott

Ponte sullo Stretto, il vento non cambia il conto: cosa promette la società

Nuove verifiche in fase esecutiva, dati raccolti per decenni e una soglia di resistenza dichiarata a 216 chilometri orari: la società replica ai rilievi tecnici.

Il progetto del Ponte sullo Stretto dovrà affrontare nuove verifiche sul comportamento della struttura in presenza di vento, ma per la società Stretto di Messina questi approfondimenti non mettono in discussione la fattibilità dell’opera. L’azienda sostiene che le prove già svolte restino valide e assicura che l’investimento da 13,5 miliardi di euro non subirà aumenti, né ci saranno slittamenti nella realizzazione.


Il nodo resta la verifica del vento

Sul progetto definitivo il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha formulato 361 prescrizioni e 77 indicazioni. Tra gli aspetti da approfondire ci sono anche le differenze emerse tra alcune campagne sperimentali e la necessità di ulteriori test nella fase di progettazione esecutiva.

La società considera ancora utilizzabili i risultati ottenuti a partire dal 2004. Per il progetto definitivo del 2011, spiega, furono impiegate sette gallerie del vento distribuite in cinque Paesi tra Europa e Nord America. Le attività furono condotte dal progettista Cowi e sottoposte a una verifica indipendente da parte di Parsons.

Secondo Stretto di Messina, quelle prove hanno confermato le scelte tecniche già compiute. Le nuove campagne non avrebbero quindi lo scopo di sostituire il lavoro precedente, ma di esaminare più nel dettaglio alcuni elementi, aggiornare i dati e mettere a confronto risultati ottenuti con metodi e misurazioni differenti.


Dati e strumenti per le nuove campagne

Nella progettazione esecutiva i risultati precedenti saranno sottoposti a un’analisi critica insieme agli esiti delle prove aggiuntive. La società afferma che proprio il confronto tra le diverse misure consentirà di chiarire le eventuali divergenze e di definire i parametri necessari per completare il progetto.

Non sono ancora indicate date precise né i laboratori destinati alle nuove attività. Le ulteriori prove sul vento saranno organizzate dal contraente generale durante la fase esecutiva. Nello stesso periodo è previsto anche il ripristino delle stazioni meteorologiche a Capo Peloro e l’installazione dei dispositivi Lidar.

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L’avvio di queste operazioni è collegato alla ripresa dell’efficacia del contratto, che la società colloca dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera Cipess. Da quel momento potranno partire sia la progettazione esecutiva sia le attività di cantiere.


La soglia dichiarata per il ponte

Le stime sul vento sono state costruite combinando analisi statistiche, modelli teorici e misurazioni dirette. Stretto di Messina riferisce di avere raccolto dati per circa trent’anni attraverso diverse stazioni installate a varie quote sull’ex traliccio Enel di Capo Peloro, integrandoli con le serie dell’Aeronautica militare disponibili nell’area dello Stretto dalla metà del secolo scorso.

La società precisa che, nelle misurazioni effettuate, non è mai stata registrata alla quota dell’impalcato una velocità media superiore a 30 metri al secondo, pari a 108 chilometri orari. Il ponte, sostiene invece l’azienda, è stato dimensionato per sopportare una velocità media fino a 60 metri al secondo, cioè 216 chilometri orari.


Tempi e costi secondo la società

Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha segnalato che gli esiti dei nuovi test potrebbero avere effetti rilevanti sulla progettazione. Stretto di Messina risponde che le prescrizioni sono compatibili con il percorso previsto dal decreto legge numero 35/2023 e non impediscono di proseguire con le attività.

L’azienda ritiene dunque che eventuali adeguamenti possano essere assorbiti nella progettazione esecutiva per fasi. «Non si prevedono incrementi né dei costi dell’investimento, pari a 13,5 miliardi di euro, né dei tempi di realizzazione dell’opera», afferma la società nella replica alle osservazioni tecniche.

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