3.000Lettori online ora
Cronaca 1 min di lettura6 giorni fa

Plichi esplosivi ai magistrati, risarcimenti in arrivo dopo l’assoluzione

Dopo oltre due anni dietro le sbarre, per i protagonisti del caso dei plichi partiti da Genova si apre il capitolo dell’indennizzo per ingiusta detenzione.

La vicenda delle buste esplosive spedite da Genova verso due magistrati di Torino torna ora sul terreno dei risarcimenti. Per chi è rimasto in cella a lungo e poi è stato assolto, il tema non è più soltanto giudiziario: c’è anche la richiesta di un ristoro economico per la detenzione ritenuta ingiusta.


L’indennizzo dopo l’assoluzione

A Natascia Savio è già stato riconosciuto un indennizzo pari a 200mila euro. Nel frattempo, Giuseppe Bruna ha presentato una domanda ben più alta, fissata a 350mila euro.

Il punto di partenza resta il processo legato ai plichi partiti da Genova e indirizzati ai pm torinesi Roberto Sparagna e Antonio Rinaudo. Dopo oltre due anni trascorsi in carcere, le assoluzioni hanno aperto la strada alle richieste di riparazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Due anni in cella e il nodo della

La formula richiamata nei casi di questo tipo è quella dell’ingiusta detenzione, e proprio su questo presupposto si muovono le istanze economiche. Il percorso giudiziario si è chiuso con l’esito favorevole agli imputati, ma resta ora da definire l’entità concreta dei compensi richiesti.

Nel dossier compaiono dunque due cifre diverse, legate alla stessa storia: i 200mila euro già assegnati a Savio e i 350mila euro chiesti da Bruna. Entrambi i nomi restano collegati a un’inchiesta nata dai plichi esplosivi destinati ai magistrati di Torino, uno dei passaggi più delicati del caso antiterrorismo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere