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Cronaca 1 min di lettura43 min fa

Plastica riciclata, la partita del 2030 si gioca sulla qualità

A Modena Antonino Furfari promuove il nuovo impianto R3GID di Aliplast, ma chiede misure europee contro importazioni e costi fuori mercato.

Il nuovo impianto R3GID di Aliplast, inaugurato a Modena per il trattamento delle plastiche rigide, arriva in una fase complessa per l’industria europea del riciclo. Secondo Antonino Furfari, direttore generale di Plastics Recyclers Europe, tuttavia, il comparto conserva un potenziale significativo fino al 2030.

L’investimento viene considerato un segnale concreto della necessità di aumentare la capacità produttiva, migliorare gli standard dei materiali recuperati e rendere più affidabili i processi di tracciabilità. Sono condizioni ritenute decisive per accompagnare l’aumento della domanda di plastica riciclata e contribuire agli obiettivi fissati dall’Unione europea.

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L’investimento punta su qualità e innovazione

Intervenuto durante l’inaugurazione dell’impianto, Furfari ha sottolineato che, pur in presenza di difficoltà diffuse, il mercato europeo può ancora crescere in modo rilevante nei prossimi anni. «Le prospettive di sviluppo al 2030 restano importanti», ha affermato, indicando nel progetto di Aliplast un traguardo utile per rafforzare il settore.

Per il direttore generale, l’ampliamento degli impianti non può però limitarsi ai volumi. Servono materiali con caratteristiche qualitative elevate e sistemi capaci di garantire l’origine e il percorso delle plastiche riciclate, così da sostenere la fiducia degli utilizzatori e gli obiettivi ambientali europei.

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La concorrenza estera mette sotto pressione il settore

A pesare sulle imprese europee sono soprattutto le importazioni provenienti dall’Estremo Oriente. Furfari ha descritto il momento come particolarmente difficile, indicando tra gli svantaggi competitivi anche il prezzo dell’energia, gli oneri ambientali e il sostegno pubblico che altri mercati assicurano ai propri produttori.

Secondo quanto riferito dal direttore generale, fuori dall’Europa l’energia può costare l’80% in meno. Per riequilibrare il confronto, ha quindi chiesto un’azione coordinata tra politica industriale ed economia, con regole che consentano agli operatori europei di competere in condizioni di parità con quelli dei Paesi esterni all’Unione.

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