72 ore tra rocce e ordigni: l’addestramento italo-francese nel Cuneese
A Prato Nevoso oltre 120 guastatori hanno simulato combattimenti in montagna, muovendosi tra pareti rocciose, esplosivi e ricognizioni con droni.
Per tre giorni, sulle montagne del Cuneese, reparti italiani e francesi hanno messo alla prova la propria capacità di agire come una sola unità. L’esercitazione multinazionale Joint Sapper 2026 si è chiusa oggi dopo una fase iniziale nell’area di Fossano e il successivo trasferimento a Prato Nevoso.
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Tre giorni di prove in quota
All’attività hanno preso parte più di 120 militari. Sul terreno montano, l’impegno operativo è proseguito senza interruzioni per 72 ore, con un dislivello complessivo in salita superiore a 1.300 metri.
La complessità dell’ambiente ha richiesto anche il ricorso a tecniche alpinistiche per attraversare pareti rocciose. I partecipanti hanno inoltre simulato l’occupazione e il mantenimento di posizioni situate in quota, alternando scenari offensivi e difensivi.
Esplosivi, demolizioni e droni
Tra le attività previste figuravano la messa in sicurezza dei percorsi dalla presenza di ordigni esplosivi e la distruzione di obiettivi considerati ostili nello scenario addestrativo. Le unità hanno svolto anche missioni di ricognizione aerea con l’impiego di droni.
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L’organizzazione è stata curata dal 32/o Reggimento Genio Guastatori della Brigata alpina Taurinense insieme al Secondo Régiment Étranger de Génie della Legione straniera francese. L’obiettivo era consolidare la cooperazione tra i due reparti, favorendo l’adozione di metodi operativi, tattiche e procedure condivise in un contesto di combattimento.
L’esercitazione rientra in un più ampio ciclo di addestramenti congiunti tra formazioni alleate. Il confronto diretto in un ambiente montano ha permesso ai militari italiani e francesi di verificare sul campo la capacità di coordinarsi durante operazioni che richiedono movimento in quota, gestione degli esplosivi e raccolta di informazioni dall’aria.
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