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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Pamela Genini, il gesto choc al cimitero e le scuse dell’imputato

In aula a Milano Gianluca Soncin ha parlato per la prima volta rivolgendosi ai familiari della 29enne, mentre resta aperto anche il fascicolo sulla profanazione della salma.

La vicenda di Pamela Genini si è arricchita di un ulteriore elemento inquietante: nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, la salma della giovane è stata profanata. La testa è stata separata dal corpo e portata via; per questo episodio risulta indagato Francesco Dolci, 41 anni, già legato sentimentalmente alla vittima.


Le scuse arrivate in aula

Nel processo milanese per l’omicidio, Gianluca Soncin ha invece scelto di rivolgersi ai parenti di Pamela. Il 52enne, detenuto e imputato, ha domandato di poter parlare spontaneamente e ha letto un breve testo scritto a mano, segnando la prima presa di parola pubblica sul delitto.

«So che il perdono non si può pretendere. Comprendo il peso delle mie azioni e il ricordo di Pamela resterà indelebile nei nostri cuori», ha affermato. L’uomo ha poi espresso il proprio rammarico per la sofferenza provocata alla famiglia, sostenendo di voler affrontare con responsabilità le conseguenze delle sue azioni.


Una relazione ormai al capolinea

Pamela, secondo quanto ricostruito nel procedimento, stava cercando di interrompere il rapporto con Soncin. Il 14 ottobre 2025 l’uomo sarebbe entrato nell’abitazione della compagna dopo aver realizzato di nascosto una copia delle chiavi.

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Tra i due sarebbe scoppiato un litigio. Soncin avrebbe quindi utilizzato un coltello a serramanico portato con sé, colpendo la donna più di 30 volte in un’aggressione consumata tra l’ingresso dell’appartamento e il balcone. Alcuni vicini assistettero alla scena e tentarono di intervenire, senza riuscire a fermare l’attacco.


Le accuse contro Soncin

Dopo il delitto, il 52enne originario del Biellese avrebbe simulato un gesto suicida. Nei suoi confronti sono contestati l’omicidio aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà, dai futili motivi e dal legame affettivo, oltre all’accusa di stalking.

Nel suo passato figurano anche un arresto per una truffa legata alla compravendita di automobili di lusso e precedenti per aggressioni. Fino all’udienza odierna non aveva mai rivolto pubblicamente le proprie scuse ai familiari di Pamela.

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