Orvieto sfida il monouso: la svolta parte dai contenitori riutilizzabili
Un progetto pilota coinvolge 47 attività e prepara cittadini ed esercenti alle prossime regole europee sulla riduzione degli imballaggi.
La prevenzione dei rifiuti comincia prima della raccolta differenziata: la domanda decisiva non è soltanto dove conferire un oggetto, ma se sia possibile evitarne la produzione. È su questo cambio di abitudine che Orvieto sta concentrando una nuova iniziativa dedicata al riuso.
«Siamo onorati e soddisfatti che Orvieto sia stata scelta come città pilota per un progetto che anticipa gli obiettivi europei», ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Andrea Sacripanti. Secondo l’amministratore, diminuire gli scarti significa anche ridurre i materiali destinati alla discarica, una direzione già inserita nelle attività del Comune.
Il riuso entra nelle abitudini quotidiane
Dal 12 febbraio 2027 i punti vendita dovranno accettare contenitori personali per cibi e bevande da portare via, senza applicare sovrapprezzi. La clientela dovrà inoltre essere informata con cartelli o altri avvisi facilmente visibili.
Un ulteriore passaggio scatterà nel 2028: bar e ristoranti saranno chiamati a mettere a disposizione confezioni riutilizzabili per bevande calde, bevande fredde e alimenti pronti destinati all’asporto. Anche in questo caso, il prezzo non potrà essere superiore a quello previsto per la soluzione usa e getta.
La possibilità di utilizzare un recipiente proprio, del resto, è già riconosciuta in Italia dal 2019 per l’acquisto di prodotti sfusi. Il contenitore deve essere lavabile, riutilizzabile e adatto a entrare in contatto con gli alimenti; l’esercente conserva però la facoltà di non accettarlo quando lo ritenga non conforme ai requisiti igienici.
Imballaggi, il peso della plastica
L’urgenza di intervenire emerge dai dati del Joint Research Centre della Commissione europea. Nei 19 Paesi dell’Unione esaminati, ogni abitante utilizza mediamente circa 98 chilogrammi di materiali da imballaggio all’anno; il 97% del volume analizzato riguarda alimenti e bevande.
Tra il 2011 e il 2025, inoltre, la plastica è stata l’unica tipologia ad aumentare, con una crescita dell’11%. Il progetto punta quindi a spostare l’attenzione dal solo recupero dei materiali alla diminuzione degli imballaggi all’origine.
Marco Mattei, direttore della divisione ecologia di COSP Tecnoservice, ha spiegato che l’iniziativa mira a sostenere, attraverso il coinvolgimento degli utenti, gli obiettivi fissati dal regolamento europeo sugli imballaggi. Il provvedimento prevede una riduzione dei rifiuti da confezionamento pro capite del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040.
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Una rete locale già attiva
Il programma è promosso da COSP Tecnoservice insieme al Comune di Orvieto, a Reconnect with Earth e a Junker app. Al momento hanno aderito 47 esercizi tra negozi, bar e ristoranti, che saranno riconoscibili sulle mappe dedicate all’economia circolare disponibili nell’applicazione Junker.
Lo strumento consente di individuare le attività che accettano pratiche orientate alla riduzione degli scarti. In Umbria l’applicazione è già diffusa e nel territorio di Orvieto viene utilizzata da oltre dieci anni; la disponibilità in 13 lingue può agevolare anche visitatori e residenti di diversa nazionalità.
Noemi De Santis, co-fondatrice e responsabile della comunicazione di Junker, auspica che il percorso avviato nell’Orvietano possa essere riproposto in altre zone. L’obiettivo è creare collegamenti territoriali nei quali amministrazioni, imprese, gestori ambientali e cittadini contribuiscano insieme alla transizione verso un’economia circolare.
Un progetto pilota per Orvieto
L’iniziativa invita chi acquista alimenti sfusi o ritira un pasto pronto a portare con sé un contenitore personale. In questo modo il recipiente monouso viene eliminato prima di diventare rifiuto, trasformando una possibilità già prevista dalle norme in un comportamento più comune.
Il nuovo progetto Zero Waste nasce proprio per estendere questa pratica tra le attività commerciali e della ristorazione. Antonella Bortolato di Reconnect with Earth ha ricordato che il regolamento europeo PPWR, aggiornato nel 2025 ed entrato in vigore il 12 agosto 2026, conferma divieti e limitazioni riguardanti confezioni alimentari e oggetti di plastica monouso.
L’esperienza orvietana è pensata come sperimentazione replicabile. La combinazione tra adesione degli esercenti, informazione ai cittadini e mappa digitale dovrebbe rendere più semplice scegliere il riuso al posto del monouso, anticipando così gli obblighi che entreranno progressivamente in vigore a livello europeo.
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