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Cronaca 2 min di lettura5 giorni fa

Ordigni e propaganda razzista: 14 minori tra i perquisiti

L’indagine coinvolge 17 persone sospettate di diffondere ideologie suprematiste, manuali operativi e contenuti violenti contro minoranze etniche e religiose.

Manuali per l’autoaddestramento, indicazioni sulla preparazione di azioni dirette e simulazioni online di omicidi contro appartenenti a minoranze etniche: sono alcuni dei materiali finiti al centro dell’inchiesta che ha portato a perquisizioni in diverse città italiane. Nel procedimento risultano coinvolte 17 persone, tra cui 14 minorenni, accusate di propaganda e istigazione a delinquere per ragioni razziali e religiose, con l’aggravante della finalità terroristica.


La rete suprematista sotto esame

Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, alcuni indagati frequentavano la «Chat del Nuovo Ordine Europeo», mentre altri erano presenti nel «Fronte Fascista Italiano». Nei gruppi sarebbero comparsi messaggi ostili verso ebrei, omosessuali e persone di colore, insieme a contenuti celebrativi di Adolf Hitler e di Brenton Tarrant, responsabile degli attacchi contro alcune moschee che causarono decine di vittime.

L’attività online non si sarebbe limitata alla diffusione di materiale propagandistico. Gli appartenenti ai gruppi avrebbero promosso anche «The Base», organizzazione suprematista, e condiviso documenti dedicati all’addestramento individuale e alla realizzazione di azioni violente. Durante le perquisizioni, inoltre, sarebbero stati sequestrati anche coltelli.


Dalle simulazioni ai materiali operativi

Un ulteriore elemento dell’indagine riguarda i videogiochi e gli ambienti virtuali utilizzati dagli indagati. In quelle simulazioni venivano rappresentati assassinii ai danni di persone appartenenti a minoranze etniche, in un contesto coerente con i messaggi di odio diffusi nelle comunicazioni esaminate.

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Le contestazioni formulate dagli inquirenti riguardano quindi sia la propaganda fondata sulla discriminazione sia la possibile istigazione alla violenza. Tra i contenuti analizzati figuravano anche manifesti dedicati ad attentati compiuti da esponenti del suprematismo, oltre a istruzioni relative alla costruzione di ordigni.


Operazione estesa in più province

Le verifiche sono state condotte dai carabinieri del Ros, affiancati dai Comandi provinciali di Roma, Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo e Trento. Agli interventi hanno preso parte anche gli agenti della Digos della Questura di Verona.

Il coordinamento è stato affidato alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, con il contributo delle Digos di Napoli, Benevento, Brescia e Trento. L’operazione ha così interessato più territori e ha coinvolto strutture dell’Arma e della Polizia impegnate nell’analisi della propaganda estremista online.

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