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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Ora legale tutto l’anno: quanto vale davvero il risparmio extra

Il passaggio all’ora solare riapre il confronto tra consumi, ambiente e ipotesi di abolire i cambi stagionali dell’orario

Mantenere l’ora legale anche nei mesi freddi porterebbe il risparmio energetico annuo a circa 462 GWh, contro i 302 GWh già garantiti dal calendario attuale. La stima economica complessiva arriverebbe così a circa 120 milioni di euro, ma il vantaggio aggiuntivo rispetto a oggi sarebbe soltanto una parte di questa cifra: gli 80 milioni legati al periodo marzo-ottobre verrebbero infatti già ottenuti con il sistema in vigore.

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Il possibile guadagno oltre i 120 milioni

Secondo le valutazioni di Terna, l’estensione dell’ora legale all’intero anno produrrebbe circa 160 GWh di consumi in meno rispetto all’assetto attuale. Sommando questo risultato ai 302 GWh ottenuti tra primavera e autunno, il risparmio totale salirebbe a circa 462 GWh.

Sul piano finanziario, il beneficio complessivo è stimato in circa 120 milioni di euro. Non si tratterebbe però di 120 milioni interamente nuovi: la quota realmente ulteriore derivante dall’ora legale permanente sarebbe quella associata ai mesi invernali, mentre gli 80 milioni già calcolati da Terna per il periodo marzo-ottobre resterebbero sostanzialmente confermati.


A Bruxelles la decisione resta sospesa

Qualunque modifica dovrebbe essere coordinata a livello europeo, perché le regole dell’Unione europea prevedono ancora l’avanzamento degli orologi in primavera e il ritorno all’orario solare in autunno. La Camera, attraverso la X Commissione Attività produttive, ha quindi evidenziato il rischio di decisioni nazionali non uniformi tra gli Stati.

Il tema è aperto da anni. Nel 2018 la Commissione europea aveva proposto di cancellare l’alternanza stagionale, lasciando ai singoli Paesi la scelta dell’orario definitivo; il Parlamento europeo aveva approvato il testo nel 2019, ma il Consiglio non ha trovato un’intesa. Nel 2026 Bruxelles ha avviato un’ulteriore analisi sugli effetti dell’abolizione, con risultati attesi entro la fine dell’anno.


Tre scenari sul tavolo della Camera

L’indagine conoscitiva sull’ora legale permanente si è chiusa il 1° ottobre 2026. La Commissione ha indicato tre strade possibili: prolungare l’orario estivo per almeno un intero ciclo stagionale accompagnando la misura con controlli organizzati, mantenerlo senza interruzioni oppure adottare l’ora solare durante tutto l’anno.

La scelta, dunque, non è stata ancora definita. Ivan Meo, esperto di Immobiliare.it, ha richiamato l’attenzione sul lavoro della Commissione e sul confronto istituzionale che potrebbe portare al superamento dei due cambi annuali, sempre in raccordo con gli altri Paesi europei.

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Stanotte torna l’orario solare

Nel frattempo resta valido il calendario attuale. Tra sabato 24 e domenica 25 ottobre le lancette dovranno essere riportate dalle 3 alle 2; la notte avrà quindi un’ora in più, mentre dal giorno successivo la luce serale diminuirà.

Il ritorno all’ora solare chiude i sette mesi dell’orario estivo, iniziati domenica 29 marzo. Il prossimo cambio è già previsto tra il 27 e il 28 marzo 2027, quando tornerà l’ora legale.


I numeri del risparmio già ottenuto

Nel 2026 il periodo di ora legale ha consentito, secondo Terna, di evitare consumi per circa 300 milioni di kWh, una quantità paragonabile al fabbisogno medio annuo di circa 115 mila famiglie. Il minor impiego di energia ha generato un risparmio superiore a 90 milioni di euro.

Il vantaggio non riguarda soltanto la bolletta energetica. La riduzione delle emissioni di CO2 è stata stimata in circa 140 mila tonnellate. Considerando l’intero arco compreso tra il 2004 e il 2026, Terna calcola oltre 12,3 miliardi di kWh risparmiati e un beneficio economico vicino a 2,4 miliardi di euro per i cittadini.

Per il 2026, il valore medio del kilowattora applicato al cliente domestico tipo in maggior tutela è stato indicato dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente in 31,4 centesimi di euro, imposte incluse.

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