Occhiuto: «L’IA può spingere la produttività, ma c’è un nuovo divario
Il presidente della Calabria richiama il rischio di una frattura nell’accesso all’intelligenza artificiale e chiede di rafforzare le infrastrutture digitali insieme a quelle fisiche.
L’intelligenza artificiale può offrire alle imprese nuove occasioni di crescita, ma il suo utilizzo rischia di accentuare le distanze tra territori e aziende. È questo il punto sollevato da Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, durante un incontro organizzato a Roma da Bip sul futuro della pubblica amministrazione e della trasformazione digitale.
Il rischio di un nuovo divario
Secondo Occhiuto, l’attenzione verso l’IA non dovrebbe concentrarsi soltanto sui possibili rischi. La tecnologia, ha spiegato, può diventare «un grande volano di produttività per molte imprese», a condizione che anche le realtà più piccole riescano ad accedere agli strumenti e alle competenze necessarie.
Il presidente calabrese ha indicato nelle microimprese uno dei principali punti critici. Molte di queste attività, soprattutto nelle aree già penalizzate dal divario digitale, non dispongono della capacità o dei mezzi per condividere dati con altre aziende. Senza questa possibilità, ha osservato, potrebbero non riuscire a sfruttare le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale per migliorare la produttività.
Infrastrutture, la sfida va oltre la rete
Nel corso dell’evento, Occhiuto ha illustrato anche le iniziative della Calabria sul fronte delle infrastrutture. Il confronto ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, responsabili delle decisioni pubbliche, specialisti e operatori impegnati nell’innovazione della pubblica amministrazione.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Al centro della discussione sono finiti anche il completamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza e la prossima programmazione europea relativa al periodo 2028-2034. Per Occhiuto, il sostegno allo sviluppo non può limitarsi alle opere materiali: servono anche reti, dati e competenze, cioè quelle infrastrutture immateriali destinate ad avere un peso crescente.
Il modello indicato dalla Lombardia
A sostegno della sua analisi, il presidente della Calabria ha richiamato l’esperienza osservata alcune settimane fa nella sede di Assolombarda. In Lombardia, ha raccontato, gli industriali stanno favorendo la collaborazione tra microimprese per mettere in comune esperienze e informazioni e affrontare con maggiore efficacia la sfida dell’intelligenza artificiale.
L’obiettivo, secondo Occhiuto, è evitare che l’accesso alle nuove tecnologie resti concentrato soltanto nelle aziende più strutturate. «È necessario avere grande attenzione verso le infrastrutture fisiche, ma anche verso le infrastrutture della modernità», ha concluso, sottolineando che in futuro quelle immateriali potranno avere un valore paragonabile a quello delle infrastrutture tradizionali.
Continua a leggere
Diabete tipo 2, il Cgm cambia la cura ma non per tutti
Il monitoraggio continuo del glucosio favorisce autonomia e aderenza, ma restano differenze territoriali, scarsa conoscenza e ostacoli alla copertura
Milano, trovato morto nel cavedio: l’ultima notte del 21enne
Il giovane era scomparso dopo una serata con gli amici: gli investigatori ricostruiscono una caduta di circa 12 metri ripresa dagli impianti di sicurezza
Marausa, 27 anni dopo si riapre la partita sul premio ai sub
Il Cga impone alla Regione Siciliana di chiudere il procedimento sul relitto romano e valutare quanto spetta ai due scopritori
Tumori cerebrali, oltre 100 varianti: cosa cambia tra diagnosi e cure
Il neurochirurgo Christian Brogna invita a distinguere le diverse neoplasie cerebrali e spiega perché interventi e terapie dipendono da molteplici fattori