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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Obiezione alla guerra, Emergency punta a 50mila firme: come aderire

La proposta di legge popolare vuole tutelare chi rifiuta di contribuire alla guerra con il proprio corpo, il lavoro o il consenso.

Sono già 9.000 le sottoscrizioni raccolte da Emergency nel primo fine settimana della campagna per la legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra”. Per poter depositare il testo in Parlamento occorrono almeno 50mila firme.


Un registro in ogni Comune

L’obiettivo dell’iniziativa è riconoscere a ogni cittadino la facoltà di dichiararsi contrario alla guerra senza rischiare sanzioni o punizioni. Il diritto riguarderebbe il rifiuto di mettere a disposizione delle attività belliche il proprio corpo, il proprio lavoro e il proprio consenso.

La proposta prevede che ogni municipio istituisca un registro dedicato. Chi aderisce potrebbe iscriversi presso il Comune di residenza come “obiettore di coscienza alla guerra”, manifestando il proprio rifiuto dell’uso delle armi, della violenza e di qualsiasi coinvolgimento in compiti collegati o funzionali alla guerra.


Non solo servizio militare

L’ambito dell’obiezione non si limiterebbe a un eventuale arruolamento. La dichiarazione coinvolgerebbe anche il lavoro legato alla progettazione, alla fabbricazione, alla vendita e al trasporto di armi o di altri strumenti destinati ai conflitti.

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Per i cittadini di sesso maschile tra 17 e 45 anni, l’iscrizione avrebbe valore anche come obiezione di coscienza al servizio militare. La scelta sarebbe coperta dalle garanzie sulla riservatezza dei dati personali e potrebbe essere ritirata in qualunque momento.


Il testo e i suoi promotori

La legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra” è formata da una relazione introduttiva e da otto articoli. Il documento è stato elaborato con il contributo di Domenico Gallo, magistrato ed ex presidente di sezione della Corte di Cassazione, della costituzionalista Alessandra Algostino e dell’avvocata Veronica Dini.

La raccolta appena avviata dovrà quindi raggiungere la soglia prevista per consentire l’esame parlamentare della proposta. Il primo risultato, con 9.000 firme ottenute in un solo fine settimana, rappresenta il dato iniziale della campagna promossa da Emergency.

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