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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Plastica e Iva, 25 milioni congelati: scatta l’operazione

Diciotto provvedimenti colpiscono una rete accusata di frode fiscale transnazionale, tra società fittizie e professionisti coinvolti.

Un sequestro dal valore complessivo di circa 25 milioni di euro accompagna l’inchiesta su una presunta frode all’Iva nel commercio di materie plastiche. L’operazione ha portato a 18 misure cautelari e coinvolge imprenditori e professionisti, con un’organizzazione che avrebbe operato in più Paesi.


Undici persone sottoposte a custodia

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino ha disposto 11 provvedimenti restrittivi: otto persone sono state portate in carcere, mentre per altre tre sono stati ordinati gli arresti domiciliari. A queste misure si aggiungono sette interdizioni, applicate nei confronti di altri soggetti raggiunti dall’inchiesta.

Le ipotesi contestate riguardano l’associazione per delinquere e la realizzazione di frodi all’imposta sul valore aggiunto. Gli accertamenti sono stati condotti dai Nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Torino e Ancona, sotto il coordinamento della Procura europea, ufficio di Torino.


Una rete tra Italia e cinque Paesi

Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe avuto il proprio centro nelle Marche e collegamenti in varie regioni italiane e fuori dai confini nazionali. Nel meccanismo sarebbero state impiegate società prive di una reale attività economica, insieme ad altre strutture utilizzate come passaggio intermedio.

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Le imprese coinvolte avrebbero avuto sedi in Italia, Austria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania e Ungheria. Attraverso queste società sarebbero state predisposte operazioni commerciali inesistenti, funzionali al presunto sistema di evasione dell’Iva nel comparto delle materie plastiche.


Sequestri per circa 25 milioni

Oltre alle misure personali, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per un importo stimato in circa 25 milioni di euro. Il provvedimento patrimoniale riguarda le risorse che, secondo gli investigatori, sarebbero riconducibili alla frode contestata.

L’indagine è ancora legata alle accuse formulate nell’ambito dell’operazione: le responsabilità degli indagati dovranno essere valutate nel corso dei successivi passaggi giudiziari.

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