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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Due sacchi neri, l’auto di Stasi e quel sopralluogo a Garlasco

Piercarlo Collivignarelli ricostruisce le verifiche compiute sulla vettura di Alberto Stasi e il successivo sequestro avvenuto sotto la pioggia.

Il ricordo più singolare riguarda il momento in cui la vettura di Alberto Stasi venne portata via. Piercarlo Collivignarelli racconta di aver visto due grandi sacchi neri, colmi di oggetti sottoposti a sequestro, sistemati sul retro del carro attrezzi insieme alle automobili rimosse.

L’avvocato aggiunge che il sequestro dell’auto avvenne una settimana dopo i primi controlli e in condizioni meteorologiche diverse, sotto la pioggia. La sua testimonianza è stata raccolta dalla trasmissione "Verità Nascoste".


Il sequestro e quei sacchi neri

Nel 2007 Collivignarelli era Assessore alla Sicurezza del comune di Garlasco. Tra gli elementi che riferisce c’è anche la presenza di Roberto Luigi Pennini durante le operazioni svolte davanti all’abitazione della famiglia Poggi.

La scena descritta dall’avvocato era caratterizzata da un continuo movimento di persone attorno ai veicoli. Alcuni militari indossavano i calzari ma non i guanti, mentre per altri accadeva il contrario, secondo il suo racconto.


La vettura controllata in ogni punto

La macchina venne ispezionata dall’interno e dall’esterno: furono osservati il vano portaoggetti, la zona sotto il volante, le portiere e la parte inferiore del mezzo. I carabinieri verificarono anche le gomme e si misero persino sopra la vettura per completare l’esame.

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Un’attenzione particolare, riferisce Collivignarelli, fu riservata ai tappetini. Quelli anteriori vennero sollevati e tolti, esaminati alla luce del giorno e poi ricollocati; la stessa procedura riguardò anche gli elementi posteriori, più piccoli, per controllare ciò che si trovava sotto.


Il sopralluogo del 13 agosto

Le verifiche osservate dall’avvocato risalgono al 13 agosto 2007, il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi. Davanti alla villetta erano presenti tre automobili dei Carabinieri, mentre la vettura di Stasi si trovava dietro di loro, sorvegliata da due militari di Garlasco.

Collivignarelli ricorda un controllo molto approfondito, con agenti impegnati in diversi punti dell’auto e un via vai costante vicino al mezzo. Al termine di quella fase, uno degli operatori avrebbe commentato: «qui non c'è niente».

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