Molinette, il traguardo dei 5.000 reni apre una nuova sfida
Il centro torinese è il primo in Italia a superare questa soglia e tra gli otto in Europa con oltre cinquemila interventi al 1° ottobre 2026.
Quarantacinque anni dopo il primo intervento, il programma di trapianto renale delle Molinette ha oltrepassato una soglia storica: al 1° ottobre 2026 gli interventi eseguiti sono 5.057. La struttura torinese è la prima in Italia ad aver raggiunto questo risultato e rientra tra gli otto centri europei arrivati allo stesso livello.
Il traguardo è stato raggiunto con il trapianto effettuato con successo su una donna di 63 anni, sottoposta a dialisi dal 2024 a causa di una nefropatia ereditaria evoluta fino a una grave insufficienza renale. L’operazione simbolica arriva a distanza di 45 anni dall’avvio dell’attività, inaugurata il 7 novembre 1981.
Un bilancio che va oltre quota 5.000
Il dato complessivo comprende 4.755 organi provenienti da donatori deceduti e 302 trapianti da donatore vivente. Sono stati inoltre realizzati 223 interventi con il trapianto di entrambi i reni, mentre 184 organi sono arrivati da donatori a cuore fermo.
Nel percorso del centro figurano anche 726 reinterventi, cioè secondi, terzi, quarti o quinti trapianti. Il bilancio comprende 72 procedure combinate rene-pancreas e 108 trapianti rene-fegato, svolti insieme al Centro Trapianti di fegato guidato dal professor Renato Romagnoli.
Le procedure più complesse
La casistica include cinque trapianti combinati di rene e cuore e un intervento che ha associato rene e polmone, realizzato con la collaborazione del Centro Trapianti di cuore diretto dal professor Mauro Rinaldi. In altri 86 casi, il ricevente aveva già ricevuto un trapianto di un organo diverso.
L’esperienza maturata ha riguardato anche la gravidanza dopo il trapianto: sono state registrate 37 gravidanze in 27 pazienti trapiantate. Per otto persone con una compromissione respiratoria severa, l’équipe ha eseguito l’intervento mantenendo il paziente sveglio e ricorrendo all’anestesia peridurale.
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La sfida delle recidive renali
Una delle difficoltà più rilevanti riguarda il ritorno della malattia originaria sull’organo trapiantato. Secondo i dati del centro, questo fenomeno compromette nel tempo il 23% dei trapianti, soprattutto quando all’origine vi sono nefriti immunitarie associate a patologie rare.
La gestione di questi casi richiede competenze disponibili in un numero ristretto di strutture. Le Molinette rappresentano il principale riferimento italiano per i trapianti negli adulti quando la malattia renale ricompare, accogliendo pazienti inviati da diverse regioni.
I dati saranno presentati a Torino
Il caso della donna che ha ricevuto il cinquemillesimo trapianto e l’intero bilancio dell’attività saranno illustrati durante il congresso intitolato “5.000 trapianti di rene: contributi, innovazioni e risultati di un programma”. L’appuntamento è previsto alle Molinette venerdì 9 ottobre.
L’incontro servirà a ripercorrere l’evoluzione del centro, dalle prime procedure del 1981 alle tecniche applicate ai pazienti più complessi. Tra i risultati documentati figurano anche gli interventi combinati con altri organi e il lavoro condiviso con le strutture torinesi dedicate ai trapianti di fegato e cuore.
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