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Cronaca 1 min di lettura4 giorni fa

Modena, il blitz all’MD lascia una domanda: chi c’era davvero

Dopo l’irruzione di circa cinquanta studenti nel punto vendita di via Rainusso emergono i primi identificati e un progetto scolastico dedicato alla legalità.

Prima dell’irruzione nel market di via Rainusso, alcuni insegnanti avevano già segnalato la comparsa, nei pressi delle scuole, di ragazzi che non sembravano appartenere agli istituti della zona. Ora gli accertamenti hanno portato ai primi nominativi, mentre resta da chiarire se l’episodio possa essere collegato a una spedizione punitiva.

Il blitz ha coinvolto circa cinquanta studenti all’interno dell’MD. L’episodio ha acceso l’attenzione attorno al polo formato dagli istituti tecnico-professionali Corni e Ial, frequentati da ragazzi di provenienze diverse.


I segnali notati prima dell’irruzione

Nei giorni precedenti, i docenti avevano osservato presenze insolite vicino alle scuole. Il riferimento era a giovani estranei alla normale vita degli istituti, notati nell’area prima che si verificasse l’assalto al punto vendita.

All’uscita dalle lezioni, intanto, alcuni ragazzi si muovono in gruppo, spesso con abiti simili, e fanno rumore con le moto. Interpellati sull’accaduto, reagiscono con sorrisi e atteggiamenti di sfida; uno di loro ha precisato: «Io la merce la pago».

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Primi nomi e percorso sulla legalità

Le forze dell’ordine hanno già individuato alcune delle persone ritenute coinvolte, ma il quadro degli accertamenti non è ancora completo. L’ipotesi investigativa da verificare è che l’irruzione non sia stata un gesto casuale, bensì un’azione organizzata contro qualcuno o qualcosa.

La vicenda sarà affrontata anche nelle aule. Nelle scuole vicine è previsto l’avvio di un percorso sulla legalità, con l’obiettivo di riportare il confronto dentro gli istituti dopo quanto avvenuto a pochi metri dalle loro uscite.

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