Milano, ore di angoscia: il silenzio sui figli dopo la notte di tensione
Davanti alla questura del capoluogo lombardo prevalgono paura e prudenza, mentre alcune famiglie cercano spiegazioni per quanto accaduto nel fine settimana.
Il dopo weekend resta segnato dall’attesa davanti alla questura di Milano. Tra i genitori arrivati sul posto c’è chi non riesce ancora a mettersi in contatto con il proprio figlio e vive ore di forte preoccupazione.
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L’attesa senza risposte
Sono pochissime le persone disposte a parlare apertamente. Una delle poche testimonianze riferisce di non avere ricevuto notizie dalla sera precedente, una frase che restituisce il clima di ansia tra le famiglie riunite all’esterno degli uffici.
La maggior parte dei presenti preferisce mantenere il silenzio, evitando dichiarazioni davanti alle telecamere. L’incertezza alimenta così un’attesa fatta di domande e timori ancora senza risposta.
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Le famiglie cercano spiegazioni
A telecamere spente, alcuni genitori provano a ricostruire la situazione e a difendere i propri figli. In diversi casi attribuiscono quanto accaduto alla frequentazione di compagnie sbagliate.
Altri, invece, si aggrappano alla possibilità che ci sia stato un equivoco. Il desiderio di capire la vicenda si accompagna quindi alla speranza che le informazioni disponibili siano state interpretate in modo errato.
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