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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Milano, il ragazzo della protesta: «Ho temuto il morto»

Un giovane presente durante gli scontri racconta la paura vissuta in piazza e prova a spiegare la rabbia di una generazione che si sente inascoltata.

La violenza esplosa a Milano, anche nell’area di Piazza Duomo, viene riletta attraverso le parole di un ragazzo che ha preso parte alle proteste. Nel suo racconto emergono sia il timore per ciò che stava accadendo sia il clima di esasperazione che, a suo giudizio, ha spinto molti giovani in strada.

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La paura nel cuore degli scontri

A un certo punto la situazione gli è sembrata fuori controllo. «Per un momento ho pensato: oggi ci scappa il morto», racconta il giovane, descrivendo la tensione raggiunta durante le violenze.

Il ragazzo spiega anche di aver percepito il rischio di essere trascinato via dalle forze dell’ordine. La sua testimonianza ruota attorno a quella scelta di fermarsi: senza quel ripensamento, sostiene, «mi avrebbero portato dentro».

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Una rabbia che cerca risposte

Oltre alla paura, nel racconto trova spazio il sentimento che avrebbe alimentato la protesta. Il giovane parla di una generazione frustrata, convinta di non essere stata ascoltata attraverso i canali ordinari.

Secondo la sua ricostruzione, in piazza c’era anche la volontà di dimostrare qualcosa dopo che, con modalità pacifiche, le proprie ragioni non erano state comprese. È questo il quadro emotivo che il ragazzo associa alla partecipazione alle rivolte, senza separarlo dalle conseguenze violente degli scontri.

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