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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Mestre, per i sette indagati pene sotto i due anni: ora decide la gip

Accordo con la Procura per l’omicidio stradale plurimo legato al varco nel guardrail: la decisione è attesa il 28 ottobre

La richiesta di patteggiamento per i sette funzionari e dirigenti comunali coinvolti nell’inchiesta sulla tragedia del bus di Mestre prevede condanne inferiori ai due anni. L’intesa è stata raggiunta con i pubblici ministeri veneziani Laura Cameli e Giorgio Gava, ma l’ultima parola spetta alla giudice per le indagini preliminari Benedetta Vitolo.


La decisione arriverà a ottobre

La gip, dopo aver esaminato l’accordo sulle pene, non ha ancora sciolto la riserva. La prossima udienza è stata calendarizzata per il 28 ottobre: in quella sede potrà arrivare la decisione sulle richieste presentate dagli indagati.

I sette, assistiti tra gli altri dagli avvocati Marco Vassallo, Paola Bosio, Giovanni Coli e Barbara De Bias, sono accusati di omicidio stradale plurimo. L’ipotesi contestata riguarda presunte negligenze nella gestione e nella sicurezza della barriera presente sul cavalcavia.


Il varco al centro dell’inchiesta

La vicenda giudiziaria ruota in particolare attorno all’apertura nel guardrail che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe consentito al mezzo di oltrepassare la protezione. Il bus apparteneva alla società La Linea e percorse per circa 50 metri la barriera prima di precipitare dal cavalcavia superiore di Marghera.

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Nel punto della caduta, sempre secondo gli accertamenti, il veicolo avrebbe incontrato un’apertura larga circa 2,40 metri. L’autobus finì così al di sotto della sede stradale, provocando il bilancio più grave dell’incidente: 22 persone persero la vita e altre 14 rimasero ferite.


La tragedia del 3 ottobre 2023

Lo schianto avvenne il 3 ottobre 2023 e portò l’attenzione sulle condizioni del tratto stradale e sul ruolo degli uffici comunali nella gestione dell’infrastruttura. Le accuse nei confronti dei sette indagati si concentrano proprio sulle omissioni ritenute collegate alla presenza del varco nella barriera di sicurezza.

L’eventuale definizione con il patteggiamento dipenderà ora dalla valutazione della gip. Fino a quel momento, l’accordo sulle pene raggiunto con la Procura resta una proposta sottoposta al vaglio del giudice.

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