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Cronaca 3 min di letturaieri

Menù, fazzoletti e ricordi: a Parma il collezionismo cambia volto

Dal 3 all’11 ottobre Mercanteinfiera riunisce antiquariato, design storico e oggetti capaci di raccontare epoche e abitudini lontane

Sarà la musica di strumenti orientali, simili a piccole sculture e legati soprattutto a pratiche rituali, ad aprire simbolicamente la nuova edizione di Mercanteinfiera. Il 3 ottobre, alle 12, due musicisti li suoneranno durante l’inaugurazione, trasformando melodie familiari in un incontro con tradizioni sonore lontane.

Tra fotografie anonime, manifesti cinematografici, menù d’epoca e fazzoletti ricamati, la manifestazione invita a guardare il collezionismo come una forma di memoria condivisa. L’appuntamento è alle Fiere di Parma dal 3 all’11 ottobre, con oggetti provenienti da epoche e ambiti molto diversi.


Le mostre raccontano la memoria

Una delle novità è «Vintage Photo Parma», in programma il 3 e 4 ottobre e dedicata alla fotografia vernacolare, anonima e d’epoca. Nello spazio vicino troveranno posto manifesti vintage e locandine cinematografiche, comprese opere di Milo Manara e di altri autori del fumetto: un settore che, secondo gli organizzatori, interessa soprattutto le generazioni più giovani.

La rassegna «Un mondo di menù» riunisce circa 80 documenti legati a pranzi ufficiali e ricevimenti di gala. Il percorso comprende il più antico menù a stampa conosciuto, datato 1803, una rara testimonianza superstite del Titanic, un foglio scritto a mano e dedicato da Gabriele D’Annunzio al pranzo dei Bersaglieri ciclisti a Fiume, oltre ai menù delle nozze reali britanniche di Carlo e Diana e di William e Kate.

Un’altra esposizione, «Ricami di storia: il fazzoletto tra moda, memoria e galateo», ne ripercorre l’origine nelle civiltà egizia e cinese. In epoca romana il fazzoletto aveva impieghi differenti: serviva per asciugare il volto, il naso e la bocca, ma anche il sudore; a teatro poteva diventare un segnale di approvazione e applauso.


Collezionare significa scegliere

Per Ilaria Dazzi, brand manager della manifestazione, il valore di una raccolta non coincide con la quantità degli oggetti posseduti. «Far crescere una collezione richiede un sapere», ha spiegato, sottolineando che servono competenze, criteri e la disponibilità a correre il rischio di un acquisto sbagliato.

Una raccolta costruita con consapevolezza può conservare episodi e testimonianze destinati altrimenti a scomparire. Il piacere personale resta importante, ma gli oggetti diventano anche strumenti attraverso cui altre persone possono entrare in contatto con una parte di storia.

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Modernariato e vintage conquistano spazio

Il mercato sta mostrando una crescente attenzione per il modernariato e per l’orologeria. L’antiquariato tradizionale risente invece dei prezzi e, soprattutto, delle dimensioni di molti arredi, spesso difficili da collocare nelle abitazioni contemporanee.

Abiti, scarpe e accessori d’epoca continuano a esercitare un forte richiamo. Il vintage permette di riprendere forme e stili del passato con una soglia di accesso più ampia; inoltre, il riuso e la sensibilità ambientale incontrano l’interesse delle nuove generazioni. La diffusione sui social può trasformare rapidamente un oggetto o un’estetica in un riferimento ricercato.

Dazzi ha inoltre segnalato l’arrivo di visitatori e operatori da mercati come Australia, Canada, Thailandia e Corea del Sud. L’interesse internazionale si lega alla ricerca di pezzi non comuni, capaci di giustificare anche una spesa elevata attraverso la storia che portano con sé.


Quattro padiglioni per 45ª edizione

La 45ª edizione occupa 4 padiglioni e una superficie complessiva di 45.000 metri quadrati. Sono attesi oltre 1.000 espositori e più di 5.000 acquirenti, in un appuntamento che riunisce antiquariato, modernariato, design storico e collezionismo vintage.

Accanto alle mostre dedicate a menù, fazzoletti e fotografia, il programma comprende «Suoni e Orizzonti: viaggio tra strumenti inattesi», «Pronto chi parla? L’evoluzione della telefonia pubblica italiana» e un’area speciale per libri e manifesti d’epoca.

Il biglietto giornaliero costa 16 euro. Per chi lo acquista online il prezzo è di 12 euro, ai quali si aggiungono i diritti di prevendita.

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