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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Mense scolastiche, Roma cambia rotta: 800 milioni in gioco

La nuova gara pluriennale per i pasti nelle scuole romane introdurrà criteri nutrizionali più severi e premierà il rapporto con i produttori locali.

La nuova gara per la ristorazione scolastica di Roma punta a cambiare la qualità dei pasti serviti ogni giorno agli alunni. Il valore complessivo dell'appalto pluriennale sfiora gli 800 milioni di euro e riguarda un servizio da circa 150.000 pasti quotidiani.

L'annuncio è arrivato dal sindaco Roberto Gualtieri durante il forum della Coldiretti in corso nella Capitale. Tra gli obiettivi indicati c'è l'esclusione degli alimenti ultraprocessati dai menu e l'inserimento di requisiti più stringenti sul piano nutrizionale.

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La mensa come presidio sociale

Secondo Gualtieri, il servizio scolastico ha un peso particolare per una parte degli studenti romani. «Per il 10% dei bambini romani quello della mensa è il pasto più sano della giornata», ha affermato il sindaco, collegando le difficoltà economiche delle famiglie a una maggiore esposizione a cibi di bassa qualità.

La revisione della gara, quindi, non riguarda soltanto la composizione dei menu. L'amministrazione intende fare della ristorazione scolastica uno strumento per promuovere abitudini alimentari migliori, soprattutto tra i bambini che a casa possono avere meno possibilità di accedere a prodotti freschi e bilanciati.

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Più spazio ai prodotti del territorio

Nel nuovo impianto saranno inseriti numerosi parametri dedicati alla qualità dell'alimentazione. La scelta, nelle intenzioni del Comune, dovrà favorire pietanze più sane e una maggiore attenzione all'origine delle materie prime.

Gualtieri ha sostenuto che una filiera organizzata con i produttori locali può anche contenere i costi. «Se si costruisce in modo intelligente il rapporto con il territorio, il cibo fresco prodotto vicino può costare meno di quello che troviamo in molti supermercati», ha dichiarato al forum.

L'intervento si colloca nella più ampia politica alimentare di Roma Capitale. Nel quadro richiamato dal sindaco rientrano il Consiglio del cibo, i mercati degli agricoltori, i mercati di prossimità e la valorizzazione dell'agricoltura cittadina.

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