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Cronaca 2 min di lettura20 ott

Ricino e caso Di Vita: perché non è scattato alcun sequestro

Nuovi avvistamenti in Molise e Campania, ma gli investigatori non hanno trovato finora legami tra le piante e il duplice omicidio di dicembre

Le segnalazioni aumentano, ma al momento non emergono collegamenti tra la presenza di piante di ricino e la morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi. L’ultimo sopralluogo è avvenuto a Casacalenda, dove la Squadra Mobile ha documentato alcune piante senza procedere al sequestro.

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A Casacalenda solo fotografie e verbale

Gli agenti sono arrivati nel comune molisano dopo l’indicazione fornita da un cittadino. Le piante sono state fotografate e la loro presenza è stata registrata in un verbale, mentre non è stato adottato alcun provvedimento di acquisizione.

L’intervento si è svolto anche davanti alle telecamere della trasmissione di Canale 5 “Dentro la notizia”. Le immagini hanno poi ricevuto ampia diffusione, contribuendo ad accendere l’attenzione sul caso, soprattutto perché Casacalenda ospita il liceo dove insegna la cugina di Gianni Di Vita, già sottoposto a perquisizione venerdì nell’ambito della stessa indagine.


Gli altri avvistamenti tra due regioni

Quello di Casacalenda non è un episodio isolato. Nei giorni precedenti erano state indicate piante analoghe a Riccia, ancora in Molise, e a Castelpagano, in Campania. Altre comunicazioni hanno riguardato il lago di Occhito, lungo il confine tra Molise e Puglia, e le campagne di Campodipietra.

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In quest’ultima zona, nei mesi scorsi, alcuni agricoltori erano stati ripresi mentre seminavano il ricino. Dalla pianta può essere ricavata la ricina, sostanza velenosa che, secondo quanto ricostruito nell’inchiesta, sarebbe stata utilizzata per provocare la morte di Sara Di Vita e di sua madre Antonella Di Ielsi a dicembre.


L’inchiesta resta sulla pista passionale

Dagli ambienti investigativi filtra che i controlli sulle piante rientrano nelle attività ordinarie. Al momento, dunque, non risultano elementi che colleghino i ricini segnalati al duplice omicidio né sono stati riferiti sequestri durante i sopralluoghi.

Gli investigatori proseguono comunque gli accertamenti e non escludono nuovi interrogatori nei prossimi giorni. L’ipotesi seguita resta quella passionale: nelle ultime ore sono emersi anche particolari relativi alle dichiarazioni di Gianni Di Vita, che avrebbe ammesso una relazione extraconiugale con un’insegnante sua amica da lungo tempo.

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