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Cronaca 1 min di lettura12 min fa

Professoresse imitate con l’IA: il caso che porta due 14enni davanti ai giudici

I due studenti genovesi avrebbero creato immagini false usando i volti delle insegnanti e le avrebbero condivise nella chat della classe.

Avevano 14 anni quando, secondo l’accusa, hanno trasformato un presunto gioco in un caso giudiziario. I due studenti di una scuola superiore di Genova avrebbero usato immagini di donne nude, sostituendo i volti con quelli di alcune professoresse dell’istituto.

Le immagini, poi, sarebbero state diffuse nella chat della classe. Per questo ai ragazzi è stata contestata la diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite, comunemente associata al cosiddetto revenge porn.

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Un gioco diventato un’accusa penale

L’episodio è nato dall’impiego dell’intelligenza artificiale per creare fotografie false e attribuirle alle insegnanti. La scelta di condividere il materiale con altri studenti ha fatto superare alla vicenda i confini di una semplice bravata privata.

Le professoresse sono state rappresentate in immagini a contenuto sessuale senza aver prestato alcun consenso. La condotta contestata riguarda quindi sia la manipolazione dei volti sia la successiva circolazione del materiale all’interno della chat scolastica.

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Il percorso davanti al tribunale minorile

Dopo la denuncia, i due quattordicenni sono finiti davanti al tribunale per i minorenni. La loro posizione viene valutata nell’ambito della giustizia minorile, tenendo conto dell’età che avevano al momento dei fatti.

Gli studenti hanno intrapreso un percorso riabilitativo con l’obiettivo di evitare la condanna. Il procedimento dovrà stabilire gli effetti di questo percorso e le conseguenze della contestazione a loro carico.

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