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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Melanoma, il 20% affronta più cure: la svolta della chirurgia mirata

Le tecniche chirurgiche si sono evolute insieme a diagnosi e terapie, riducendo l’impatto degli interventi e preservando meglio il benessere dei pazienti.

Per circa il 20% delle persone colpite da melanoma il percorso può includere diversi trattamenti nell’arco della vita. Si tratta di pazienti con una sopravvivenza prolungata, nei quali il controllo della malattia può essere mantenuto con una qualità di vita definita ottima da Roberto Patuzzo, consigliere dell’Intergruppo melanoma italiano (Imi).

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Le forme avanzate richiedono precisione

Quando il melanoma raggiunge sedi più complesse, tra cui l’area retroperitoneale o quella intra-addominale, il ricorso alla chirurgia non implica necessariamente interventi altamente invasivi. In questi casi possono essere utilizzate tecniche laparoscopiche e, nelle situazioni più avanzate, anche la chirurgia robotica.

Secondo Patuzzo, queste soluzioni consentono di concentrare l’azione sulla zona interessata e favoriscono un recupero postoperatorio più agevole. Per i pazienti che devono affrontare più procedure, la possibilità di limitare il trauma chirurgico diventa un elemento importante nella gestione complessiva della malattia.


Cure ridotte quando la diagnosi arriva presto

Il quadro è diverso per la maggioranza dei pazienti: nei reparti specialistici circa l’80% guarisce già dopo il primo trattamento. Il risultato è legato anche all’individuazione più tempestiva del tumore, che permette di contenere l’estensione delle cure necessarie.

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In queste circostanze l’intervento può limitarsi alla rimozione del melanoma, all’ampliamento dell’asportazione quando richiesto e alla verifica del linfonodo sentinella. Patuzzo ha sottolineato che l’evoluzione delle terapie e della tecnologia ha reso la chirurgia progressivamente meno aggressiva e più orientata alla tutela della vita quotidiana del paziente.

Le sue considerazioni sono state diffuse in occasione del congresso nazionale dell’Intergruppo melanoma italiano, in programma a Bologna a partire da oggi. L’incontro è dedicato anche ai cambiamenti nelle strategie chirurgiche e al ruolo delle nuove opzioni terapeutiche nel trattamento delle forme più difficili.

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