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Cronaca 2 min di lettura47 min fa

Bologna, il cuore si ferma ma la speranza triplica: i numeri

Nel 2025 il 17% delle persone colpite da arresto cardiaco è sopravvissuto nell’area bolognese, contro il 6,6% registrato mediamente in Italia.

Intervenire nei primi minuti può cambiare radicalmente l’esito di un arresto cardiaco. A Bologna, nel 2025, la sopravvivenza ha raggiunto il 17%, un valore quasi tre volte superiore alla media nazionale del 6,6%, anche grazie all’aiuto dei cittadini allertati dal sistema di emergenza.

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I cittadini accorciano il tempo decisivo

L’anno scorso, nell’area metropolitana di Bologna, si sono verificati 364 arresti cardiaci sui 1.789 interventi complessivi effettuati dal 118 in Emilia-Romagna. In più della metà delle emergenze, il 57%, almeno una persona ha accolto la richiesta di aiuto e si è resa disponibile a intervenire: in totale sono state 206.

Il valore di quei gesti è legato soprattutto alla rapidità. «Per ogni minuto che passa dopo un arresto cardiaco si perde il 10% delle possibilità di rianimazione; l’intervento di un cittadino può moltiplicare per due o tre il tempo utile», ha spiegato Federico Semeraro, anestesista rianimatore dell’Ausl di Bologna all’ospedale Maggiore.


Una risposta raddoppiata in cinque anni

La partecipazione attraverso l’app Dae RespondER è cresciuta con continuità: in regione si è passati dal 25% del 2021 al 50% attuale. Oggi, dunque, una chiamata su due produce l’attivazione di un soccorritore; nel 28% delle occasioni, inoltre, si muovono più persone contemporaneamente.

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Il servizio, sviluppato dall’Ausl di Bologna, informa gli utenti che si trovano nei pressi di un arresto cardiaco e indica dove reperire il defibrillatore più vicino. L’obiettivo è consentire un primo intervento in attesa dell’arrivo dei professionisti.


Nuovi defibrillatori sul territorio

Per rafforzare la rete di soccorso, la Regione ha destinato quasi 450 mila euro all’Ausl di Bologna. Le risorse serviranno a collocare 230 nuovi defibrillatori nei comuni dell’area metropolitana.

I risultati sono stati presentati durante la settimana dedicata alla rianimazione cardiopolmonare. Nel cortile del Comune di Bologna, diverse centinaia tra studenti e cittadini hanno partecipato alle esercitazioni sulle manovre salvavita, affiancati dagli operatori dell’Ausl e del Policlinico Sant’Orsola.

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