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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Marina Berlusconi contro il caso Baiardo: «Giustizia capovolta

In una lettera a Il Giornale, la figlia di Silvio Berlusconi attacca il procedimento fiorentino e denuncia un uso distorto del processo contro il boss Graviano.

Marina Berlusconi definisce il procedimento contro Baiardo un caso emblematico di distorsione della giustizia. La sua presa di posizione arriva dopo le dichiarazioni del boss Giuseppe Graviano e accusa il Tribunale di Firenze di aver consentito un confronto giudiziario privo, a suo dire, di un reale contraddittorio.


L’accusa contro il procedimento fiorentino

In una lettera pubblicata da Il Giornale, Marina Berlusconi sostiene che il processo abbia finito per dare spazio alle accuse di un esponente della criminalità organizzata contro persone ormai impossibilitate a difendersi. Il riferimento è a Baiardo, imputato per calunnia nel procedimento che si svolge a Firenze.

Secondo Berlusconi, il dibattimento rappresenterebbe un rovesciamento dei ruoli processuali. «Un feroce boss si è travestito da pm», scrive, contestando il fatto che le accuse siano state rilanciate senza un adeguato confronto tra le parti.

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«I veri imputati sono altri»

Nella ricostruzione proposta da Marina Berlusconi, l’accusa formale contro Baiardo nasconderebbe il vero obiettivo del procedimento. La donna indica infatti Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri come i destinatari sostanziali di quello che definisce un processo costruito in modo indiretto.

La figlia dell’ex presidente del Consiglio parla di un’operazione che avrebbe coinvolto persone non più in grado di replicare in aula e denuncia una violazione dei principi dello Stato di diritto. Per questo descrive il caso come «un monumento all’ipocrisia giudiziaria» e come uno scempio delle garanzie processuali.

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