Marghera, sette patteggiamenti al vaglio: il nodo resta il guardrail
Il 7 ottobre la giudice di Venezia esaminerà gli accordi per i sette funzionari comunali coinvolti nell’inchiesta sulla tragedia del 3 ottobre 2023.
Il passaggio giudiziario più atteso arriverà il 7 ottobre, quando la giudice per l’udienza preliminare di Venezia Benedetta Vitolo valuterà le richieste di patteggiamento presentate dai sette indagati per la strage di Marghera. Gli imputati, tutti funzionari o dirigenti del Comune, devono rispondere di omicidio stradale plurimo e hanno proposto pene inferiori ai due anni.
La discussione si svolgerà a tre anni dall’incidente costato la vita a 22 persone. L’Associazione italiana familiari e vittime della strada contesta però questa soluzione e chiede che il caso arrivi a un processo ordinario.
Il varco al centro dell’inchiesta
Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri veneziani Laura Cameli e Giorgio Gava, il mezzo avrebbe iniziato la sua corsa fuori controllo dopo la rottura dello sterzo. Il bus della società La Linea urtò il guardrail per circa 50 metri, prima di raggiungere un’apertura larga approssimativamente 2,40 metri.
Da quel punto il veicolo precipitò per una decina di metri dal cavalcavia superiore di Marghera. Proprio le condizioni e la presenza di quel passaggio nella barriera sono al centro delle contestazioni rivolte agli amministratori e ai tecnici comunali, accusati di negligenza.
Il ricordo dei soccorritori
Nell’incidente erano presenti 35 passeggeri, turisti di diverse nazionalità diretti dal piazzale Roma di Venezia al campeggio Hu di Marghera. Le vittime furono 22, mentre altre 14 persone riportarono ferite; l’unico italiano a bordo era l’autista, anch’egli deceduto nello schianto.
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In un filmato diffuso dal Comando dei vigili del fuoco di Venezia, il caposquadra Alessio Tanduo ha rievocato l’intervento: «Rivivo quelle immagini, quelle urla di dolore e di aiuto che arrivavano dall'interno di quel maledetto autobus. Ancora oggi provo emozioni molto forti».
Il pompiere ha spiegato che le squadre entrarono tra i rottami mentre le fiamme lambivano il mezzo e gli abiti dei soccorritori. La possibilità di estrarre vive alcune persone, ha aggiunto, è il ricordo che ancora oggi gli offre maggiore conforto.
Risarcimenti e attesa delle famiglie
Dopo la tragedia, i familiari delle vittime hanno ricevuto risarcimenti per oltre 20 milioni di euro da Allianz, compagnia assicuratrice del bus. Sul piano penale, invece, resta da capire se il procedimento si chiuderà con gli accordi proposti o se proseguirà con un dibattimento.
L’associazione che tutela familiari e vittime della strada aveva presentato un esposto alla Procura nei giorni successivi all’incidente. Ora si oppone ai patteggiamenti e sostiene la necessità di accertare le responsabilità in aula, davanti a un giudice.
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