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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Lampedusa, fiori tra le onde: il ricordo che scuote la Porta d’Europa

Studenti e familiari hanno ricordato le vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 con una marcia conclusa davanti al monumento sul mare.

Fiori affidati alle onde e lacrime impossibili da trattenere hanno segnato la commemorazione a Lampedusa. La marcia, dedicata alle persone morte nel naufragio del 3 ottobre 2013 e alle altre vittime dei viaggi nel Mediterraneo, si è conclusa alla Porta d’Europa con una preghiera.


Il dolore resta al centro

Tra i partecipanti c’erano madri, padri e sorelle delle vittime, arrivati con mazzi di fiori stretti tra le mani. Di fronte al mare, molti di loro si sono lasciati andare alla commozione, in un momento che ha riportato in primo piano il dolore delle famiglie e dei dispersi.

Tareke Bhrane, presidente del Comitato 3 ottobre, ha descritto la giornata come «un momento crudele per le famiglie delle vittime e dei dispersi». Anche un giovane eritreo ha seguito la cerimonia in disparte: seduto sugli scogli, ha osservato in lacrime i fiori lanciati in acqua dagli studenti.

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Una preghiera per il Mediterraneo

La conclusione della manifestazione è stata affidata a un’invocazione perché nessuno rimanga insensibile davanti alla sofferenza. «Rendi i nostri cuori capaci di empatia affinché non restiamo mai indifferenti al grido di chi soffre», è stato il messaggio pronunciato davanti alla Porta d’Europa.

La preghiera ha rivolto lo sguardo anche al futuro, chiedendo che il mare possa tornare a essere «un luogo di vita, di incontro e speranza per tutte le generazioni». Un auspicio pronunciato nel luogo simbolo della memoria delle tragedie che hanno coinvolto migranti e rifugiati nel Mediterraneo.

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