Morte in casa a Barcellona: i farmaci sequestrati aprono il giallo
La Procura indaga sul decesso della giovane, mentre gli accertamenti si concentrano su alcuni medicinali trovati nell’abitazione.
Alcuni flaconcini rinvenuti nell’abitazione sono ora al centro degli accertamenti sulla morte di una specializzanda palermitana di 31 anni, trovata senza vita in via Catili a Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese. Tra le ipotesi esaminate dagli investigatori c’è quella di un’intossicazione da oppioidi, ma saranno gli esami a chiarire le cause del decesso.
I farmaci sotto esame
Durante l’ispezione nell’appartamento, i carabinieri avrebbero acquisito contenitori di morfina, midazolam e levometadone. I medicinali, secondo le prime informazioni, arriverebbero dal Sert di Brindisi, struttura presso la quale era seguito il compagno della donna.
La presenza dei farmaci ha indirizzato una parte delle verifiche sull’eventualità di un’overdose. Al momento, tuttavia, si tratta di un’ipotesi investigativa ancora da confermare attraverso gli accertamenti medico-legali.
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L’allarme lanciato dal fidanzato
A chiedere aiuto è stato il fidanzato della 31enne, un uomo di 29 anni. L’intervento ha portato i soccorritori e i militari nell’abitazione di via Catili, dove è stato trovato il corpo della giovane.
Sulla vicenda la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto ha avviato un’inchiesta. Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore della specializzanda e la provenienza dei medicinali sequestrati, mentre ulteriori esami dovranno stabilire con precisione che cosa abbia provocato la morte.
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