Mar Nero, droni contro due navi: Sofia chiede aiuto alla Nato
Dopo gli attacchi vicino alle coste bulgare, Radev convoca il diplomatico russo mentre Bruxelles parla di una nuova escalation del conflitto
Per Ursula von der Leyen il Mar Nero è ormai «un altro fronte di escalation della guerra russa in Ucraina». La presidente della Commissione Europea ha condannato gli attacchi contro navi mercantili vicine alla Bulgaria, definendoli «inaccettabili» e sottolineando il rischio corso dagli equipaggi. Ha inoltre espresso solidarietà a Sofia e ringraziato i soccorritori, chiedendo che i responsabili siano chiamati a rispondere.
La Nato, attraverso il segretario generale Mark Rutte, ha assicurato che continuerà a lavorare con gli alleati presenti nell'area. L'Alleanza ha già rafforzato il proprio dispositivo sul fianco orientale e manterrà sotto osservazione la situazione, adeguando le misure di deterrenza e difesa in base all'evoluzione del contesto.
Sofia alza il livello dell'allerta
Le autorità bulgare hanno informato i rappresentanti permanenti presso Nato e Unione Europea. Il governo di Sofia sta cercando sostegno per accertare da dove siano partiti i droni e chiede anche aiuto per migliorare il controllo dello spazio aereo e delle acque territoriali, oltre a rafforzare la capacità di reazione.
Rumen Radev ha precisato che al momento non esistono elementi conclusivi per attribuire l'azione a una delle due parti coinvolte nella guerra. Tuttavia, secondo il presidente bulgaro, la dinamica dell'accaduto favorirebbe la Federazione Russa. «Pertanto, convocherò l'ambasciatore russo per un incontro nella giornata di oggi», ha annunciato, rendendo così ufficiale il passo diplomatico nei confronti di Mosca.
Due imbarcazioni colpite nella notte
L'emergenza è iniziata tra il 12 e il 13 ottobre, quando la Chelsea 3 ha lanciato una richiesta di soccorso da un punto situato circa 18 miglia nautiche a est di Byala. L'imbarcazione, con bandiera maltese, iscritta nei registri di Odessa e di proprietà ucraina, sarebbe stata raggiunta sul ponte e su un fianco da tre velivoli senza pilota.
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A bordo c'erano 15 persone: sette cittadini ucraini e otto dell'Azerbaigian. Tutti sono stati condotti al porto di Varna; cinque componenti dell'equipaggio hanno avuto bisogno di cure mediche. Nel corso della riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza è emerso anche un secondo episodio, avvenuto a circa 17 miglia nautiche a est di Krapets: la nave è colata a picco e un membro dell'equipaggio è stato salvato.
Il precedente riaccende i timori
Gli episodi si inseriscono in una sequenza di attacchi che aveva già interessato altre imbarcazioni nelle stesse acque il 6 ottobre. Per Radev, quello avvenuto ora rappresenta un'azione «inaccettabile», mentre l'assenza di una tregua effettiva rende ancora più fragile la sicurezza dei traffici commerciali nel Mar Nero.
La Bulgaria intende quindi ottenere una verifica internazionale sull'origine dei droni e un potenziamento delle attività di sorveglianza. Nel frattempo, la presa di posizione di Bruxelles e il coinvolgimento della Nato mostrano come l'incidente abbia assunto una dimensione che va oltre il solo piano marittimo e investe direttamente la sicurezza regionale.
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