Caso Equalize, Britti passa al contrattacco: chiesti i danni
Il cantautore vuole costituirsi parte civile nel procedimento milanese sugli accessi abusivi ai dati, che coinvolge oltre 70 imputati e più di 800 persone offese.
Alex Britti ha chiesto di costituirsi parte civile nel procedimento sul caso Equalize, sostenendo la necessità di ottenere un eventuale risarcimento per i danni legati al presunto spionaggio ai suoi danni. L’udienza preliminare è cominciata nell’aula bunker del carcere di Opera, a Milano, ma il quadro delle richieste sarà definito soltanto nei prossimi appuntamenti.
Britti teme nuove accuse costruite
Secondo una delle contestazioni raccolte nell’inchiesta dei carabinieri del Ros, il cantautore sarebbe stato oggetto di attività investigative commissionate da Fulvio Pravadelli, ex manager di Publitalia. L’obiettivo indicato dagli inquirenti sarebbe stato quello di raccogliere materiale potenzialmente compromettente durante la separazione di Pravadelli dalla figlia di Britti.
Ascoltato dai pubblici ministeri come persona informata sui fatti, Britti aveva raccontato di aver temuto possibili attacchi, senza immaginare che la vicenda potesse assumere quelle proporzioni. «Temo che si sarebbero potuti spingere a creare delle false prove contro di me non avendo trovato nulla col dossieraggio», aveva affermato. Il cantautore è rappresentato dall’avvocato Gianluca Tognozzi.
Udienza rinviata per le notifiche
La prima giornata si è svolta a porte chiuse davanti alla giudice per l’udienza preliminare Tiziana Landoni. L’attenzione si è concentrata sull’avvio della costituzione delle parti, un passaggio destinato però a proseguire il 3 dicembre.
La prosecuzione è stata già calendarizzata perché devono essere risolte alcune questioni relative alle notifiche. La giudice esaminerà nelle prossime udienze anche le diverse domande di costituzione come parte civile, compresa quella presentata da Britti.
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Un’inchiesta con centinaia di persone offese
Il procedimento comprende più di 70 imputati e oltre 800 persone indicate come parti offese, in relazione a decine di episodi di presunti accessi illeciti a banche dati e acquisizioni illegittime di informazioni. Tra i nomi coinvolti figurano Ricky Tognazzi, Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona, Marcell Jacobs, Stefano Boeri e Paolo Scaroni.
Lucarelli, pur risultando tra le persone offese, non presenterà una richiesta di costituzione come parte civile. La vicenda giudiziaria riguarda anche la presunta attività di una rete incaricata di ottenere dati e dossier su diversi personaggi.
Pazzali al centro del procedimento
Tra i principali imputati compare Enrico Pazzali, ex dirigente pubblico e titolare di Equalize. Insieme a lui è coinvolto l’informatico Nunzio Samuele Calamucci, che ha collaborato con gli investigatori.
Per Calamucci è in corso la definizione di una richiesta di patteggiamento. Le posizioni degli imputati e le eventuali richieste risarcitorie saranno valutate nel prosieguo dell’udienza preliminare, alla luce delle contestazioni formulate dai pubblici ministeri Francesco De Tommasi ed Eugenio Fusco.
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