Ranucci lascia Report: l’addio alla Rai tra dolore e resilienza
Il giornalista saluta il pubblico con un video dagli scatoloni e ripercorre vent’anni di lavoro, spiegando perché non rinnega le proprie scelte.
«Separarsi, a volte, è un dolore così dolce». Con queste parole Sigfrido Ranucci ha salutato il pubblico di Report, ringraziandolo per la passione e la costanza dimostrate negli anni. Il giornalista ha spiegato di non aver potuto congedarsi dallo studio e ha aggiunto: «Non si vede bene che con il cuore».
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
Un saluto lontano dallo studio
Nel messaggio Ranucci ha espresso gratitudine verso chi lo ha seguito nel tempo e ha riconosciuto di continuare a ricevere affetto e sostegno. Il commiato, dunque, è arrivato attraverso un contenuto pubblicato sui social, non con il consueto saluto dalla redazione.
Il giornalista ha scelto di accompagnare quelle parole con un video che mostra gli scatoloni preparati per lasciare gli spazi di Report. Una scena diventata il simbolo concreto della conclusione di un lungo capitolo professionale.
Dal lutto una nuova energia
Per spiegare come intende affrontare questo passaggio, Ranucci ha ricordato la vicenda di Agnès Lassalle, insegnante di spagnolo di Saint-Jean-de-Luz uccisa con una coltellata al cuore da un sedicenne. Durante il funerale, il compagno Stéphane Voirin le rese omaggio ballando da solo davanti alla bara sulle note di “L-O-V-E” di Nat King Cole, il brano legato alla loro storia.
Quel gesto, secondo il racconto del giornalista, spinse anche gli altri presenti a danzare, convertendo la commozione collettiva in partecipazione. Da qui la sua promessa: «Trasformare il dolore in resilienza: è quello che farò, con la promessa di rivederci prima o poi».
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Vent’anni dentro gli scatoloni
Il filmato raccoglie i ricordi legati a circa 500 puntate e chiude un’esperienza lunga vent’anni. Ranucci ha ammesso di avere previsto la possibilità di un epilogo difficile, ma non di immaginare modalità che ha definito «mostruose».
Nonostante tutto, il giornalista ha detto di non provare rimpianti. «Rifarei tutto», ha scritto, spiegando di avere difeso i propri principi e di non essersi piegato davanti a nessuno, nemmeno alle paure, alle incertezze o alle opportunità personali.
Una scelta legata alla Rai
Ranucci ha collegato il proprio percorso all’idea di informazione libera e alla funzione del servizio pubblico, citando l’amore per la Rai. Ha inoltre sostenuto che, in alcune circostanze, assumere una posizione netta può servire a disorientare gli altri e a indicare loro una direzione, anche «trasformandosi in pastori maremmani».
Il messaggio segna così la fine di una fase professionale, ma non viene presentato come una rinuncia ai valori che l’hanno guidata. Il giornalista ha lasciato intendere che il dolore per la separazione potrà diventare il punto di partenza per una nuova forma di resistenza.
Continua a leggere
Leone XIV al Gemelli: oggi l’intervento al polmone
L’arrivo al Policlinico Gemelli segna l’inizio del percorso operatorio per Papa Leone XIV.
Boschi trasformati in pista: a Orco Feglino un arresto dopo il rave
Un raduno musicale convocato online ha portato circa 150 persone nell’entroterra di Finale Ligure: durante l’intervento dei carabinieri, un furgone ha urtato una loro auto.
Otto vittime in meno, ma 15 femminicidi: il bilancio del Viminale
Tra gennaio e settembre 2026 gli omicidi volontari sono diminuiti rispetto allo stesso periodo del 2025, con un calo anche tra le vittime donne.
Dopo l’allarme sui Pfas, Cordiano diventa cavaliere: «Non li conosciamo ancora
Nel 2010 l’ematologo Vincenzo Cordiano segnalò la contaminazione legata alla produzione di Trissino; oggi riceve il riconoscimento della Repubblica