Manovra, Giorgetti frena: crescita all’1% ma i conti restano sotto pressione
Il nuovo documento economico amplia i margini per energia e sicurezza, mentre deficit e debito seguono traiettorie diverse nei prossimi anni.
La prudenza del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti pesa già sul percorso verso la prossima legge di bilancio. Nonostante una revisione positiva delle stime di crescita, il quadro resta esposto all’andamento dei tassi, all’inflazione e all’evoluzione dei conti pubblici.
Il Consiglio dei ministri ha intanto dato il via libera al Documento programmatico di finanza pubblica, il Dpfp, che aggiorna le previsioni economiche e indica gli spazi disponibili per i prossimi interventi. Giorgetti ha però invitato a non considerare definitive le misure finora ipotizzate: «Io monitoro giorno per giorno: oggi la mia risposta è probabilmente diversa da un mese fa, l’approccio deve essere un attimino più prudente».
La crescita migliora, ma resta fragile
La stima sul prodotto interno lordo per il 2026 è stata portata all’1%, contro il precedente 0,6%. Il dato rappresenta una revisione al rialzo rispetto alla valutazione iniziale, ma non modifica l’idea di un’espansione contenuta nel medio periodo.
Per il 2027 il governo prevede infatti un aumento dello 0,8%, seguito da una crescita dello 0,9% nel 2028 e dello 0,8% nel 2029. Giorgetti ha sottolineato che l’approvazione del documento avviene in una fase complessa, nella quale elaborare previsioni e mantenere gli equilibri di finanza pubblica è diventato più difficile.
Il ministro ha inoltre richiamato l’attenzione sugli elementi che possono cambiare rapidamente il quadro. «Non nascondo l’attenzione con cui monitoriamo la situazione sia dei tassi che dell’inflazione», ha affermato, indicando due variabili destinate a incidere sulle future decisioni di bilancio.
Energia e sicurezza allargano i margini
Il provvedimento collegato al Dpfp consente di destinare risorse aggiuntive a energia e sicurezza. Per ciascuno dei due settori è previsto, nel 2027, uno spazio pari allo 0,3% del Pil; la stessa distribuzione è stata indicata anche per il 2028. Nel complesso, il margine supplementare raggiunge dunque lo 0,6% del prodotto interno lordo in entrambi gli anni.
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L’ampliamento delle possibilità di spesa avrà però conseguenze sul disavanzo. Il deficit dovrebbe rimanere al di sotto del 3% del Pil nel 2026, ma salire al 3,5% nel 2027 e al 3,3% nel 2028, anche considerando la spesa aggiuntiva ammessa dalle regole europee. Il rientro sotto la soglia è previsto nel 2029, con un rapporto pari al 2,4%.
Sul capitolo della difesa l’esecutivo ha invece ridotto l’impegno rispetto alle ipotesi formulate nelle settimane precedenti. Giorgetti ha spiegato che «abbiamo deciso di ridimensionare lo sforzo per la difesa», segnalando una revisione delle intenzioni iniziali.
Debito in aumento nel 2027
Il rapporto tra debito pubblico e Pil dovrebbe raggiungere il 138,1% nel 2026 e salire al 138,6% l’anno successivo. Il percorso indicato dal documento prevede poi una discesa al 137,7% nel 2028 e al 136,3% nel 2029.
Si tratta di una traiettoria tendenziale, costruita sulla base delle norme attualmente in vigore. L’aumento o la riduzione del rapporto non coincide necessariamente con una variazione dello stock di debito in euro, perché il risultato dipende anche dall’andamento dell’economia e dalla crescita del Pil.
Le scelte della prossima manovra saranno quindi condizionate dal costo del finanziamento dello Stato e dalla dinamica dei prezzi. Prima di capire quali interventi annunciati potranno essere inseriti nella legge di bilancio, serviranno la definizione delle singole misure e l’individuazione delle relative coperture.
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