M1710 e la «rivolta»: perché è scattata l'aggravante terrorismo
La Procura di Milano ritiene che i messaggi online abbiano contribuito a creare un clima di intimidazione tra la popolazione.
L'accusa più grave contestata a Youssef Shier riguarda la finalità di terrorismo. Secondo la Procura di Milano, i contenuti pubblicati attraverso i canali legati al «Movimento 17 ottobre» avrebbero prodotto un effetto di intimidazione sulla popolazione.
Il ricercatore trentenne, cittadino italiano di origine marocchina, è stato fermato nella notte. Gli viene attribuita la gestione del canale Telegram e del profilo Instagram M1710, strumenti dai quali sarebbe partito anche l'incitamento alla «rivolta».
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
I messaggi al centro dell'indagine
Nel provvedimento, i magistrati prendono in esame gli appelli diffusi sui social per portare gli utenti in piazza. La contestazione non riguarda quindi soltanto il contenuto dei messaggi, ma anche l'effetto che, secondo l'accusa, avrebbero avuto sulla collettività.
La Procura ritiene infatti che la diffusione di quei messaggi abbia contribuito a generare uno stato di «intimidazione della popolazione». È questo elemento a sostenere l'aggravante legata alla finalità terroristica indicata per Shier.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il fermo disposto a Milano
Le motivazioni dell'intervento emergono dal documento con cui la Procura milanese ha disposto il fermo del trentenne. Nel testo viene ricostruito il ruolo che l'indagato avrebbe avuto nella gestione degli spazi digitali riconducibili a M1710.
Il procedimento riguarda dunque l'attività svolta online e i presunti inviti alla mobilitazione. La qualificazione dell'accusa, con l'aggravante della finalità di terrorismo, è collegata alla valutazione degli inquirenti sull'impatto dei messaggi diffusi sui social.
Continua a leggere
Siher, l’ombra del terrorismo: cosa stanno cercando gli investigatori
Il ricercatore resta in carcere mentre gli accertamenti esaminano i messaggi diffusi online, i possibili contatti e il ruolo della moglie
Sagia Hammoud, il messaggio su Ramy e l’indagine per terrorismo
La mediatrice interculturale comasca è coinvolta nell’inchiesta insieme al marito Youssef Siher, fermato a Milano dopo le accuse legate al terrorismo.
Sette tonnellate rimosse: il riscatto passa anche dall’ambiente
In dieci regioni, persone detenute e volontari hanno raccolto rifiuti da spiagge, parchi e strade, unendo tutela del territorio e percorsi di reinserimento.
Movimento 17 ottobre, il telefono della moglie porta a Youssef Siher
La donna, 32 anni e mediatrice interculturale, risulta coinvolta nella stessa inchiesta condotta sul marito per le proteste della scorsa settimana.