L’ombra della mafia sui soldi: 30 arresti e 21 milioni sequestrati
L’inchiesta della Guardia di Finanza coinvolge ’ndrangheta, camorra e criminalità foggiana, con denaro riciclato anche attraverso criptovalute.
Nell’indagine compare anche un avvocato milanese, insieme a soggetti ritenuti legati alla criminalità organizzata. Tra le persone raggiunte dalle misure figura inoltre Domenico Bruno, autista dell’ufficio del giudice per le indagini preliminari di Milano.
Bruno, già coinvolto in un diverso procedimento, è stato posto agli arresti domiciliari. In questa vicenda gli viene contestato l’accesso abusivo a un sistema informatico: il suo incarico riguardava anche la gestione dei beni sottoposti a sequestro.
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Un sistema criminale su più fronti
Secondo l’impostazione accusatoria, l’organizzazione avrebbe operato sfruttando il metodo mafioso e l’agevolazione di gruppi criminali. Le contestazioni comprendono riciclaggio con ramificazioni internazionali, frodi fiscali, bancarotta, traffico di droga e reati legati alle armi.
Nell’inchiesta sono confluiti esponenti riconducibili a ’ndrangheta, camorra e alla criminalità organizzata foggiana, indicata anche come “Quarta mafia”. L’attività investigativa avrebbe consentito di individuare oltre 110 milioni di euro in fatture false.
Criptovalute e patrimoni da bloccare
Un capitolo centrale riguarda il trasferimento illecito di capitali oltre confine. Gli investigatori hanno ricostruito operazioni di riciclaggio internazionale per 68 milioni di euro, effettuate anche tramite criptovalute.
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A tutela delle somme ritenute riconducibili alle condotte contestate, è stato disposto un sequestro preventivo d’urgenza superiore a 21 milioni di euro. Il provvedimento patrimoniale accompagna le misure personali eseguite nell’ambito dell’operazione.
Trenta misure tra Italia ed estero
Sono 30 gli arresti disposti: 16 persone sono state condotte in carcere, mentre per altre 14 è stata stabilita la custodia domiciliare. Le attività non si sono limitate al territorio italiano, poiché ulteriori arresti risultano in corso in Spagna e in Svizzera.
Le perquisizioni hanno interessato diverse province italiane. Alle operazioni partecipano più di 350 militari della Guardia di Finanza, affiancati da reparti specializzati e dalla componente Antiterrorismo Pronto Impiego.
L’indagine è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano con il sostegno del Gruppo di Monza. Le attività si sono svolte su mandato della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano, in raccordo con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, il Servizio centrale d’investigazione sulla criminalità organizzata e il Nucleo speciale repressione frodi tecnologiche.
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Il materiale disponibile riporta soltanto il titolo dell’inchiesta e note legali, senza informazioni verificabili sull’operazione.
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