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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Leggi sotto esame per i giovani: la proposta di Terragni

Durante l’audizione al Senato, la Garante per l’infanzia ha chiesto più ascolto per i minori e una verifica degli effetti delle norme sulle nuove generazioni.

La tutela dei più giovani, secondo Marina Terragni, dovrebbe passare anche da un controllo preventivo sulle conseguenze che le leggi possono avere sulle nuove generazioni. La proposta è stata avanzata durante l’audizione della Garante per l’infanzia e l’adolescenza davanti alla Commissione straordinaria Diritti umani del Senato.


Una verifica per le nuove generazioni

Terragni ha indicato nell’introduzione di una valutazione dell’impatto generazionale di almeno una parte dell’attività legislativa un possibile primo intervento concreto da parte del Parlamento. L’obiettivo sarebbe considerare gli effetti delle decisioni pubbliche su bambini, adolescenti e giovani.

Nel suo intervento, la Garante ha spiegato che le nuove generazioni non domandano soltanto protezione davanti alle principali emergenze del presente, dalla guerra alla crisi climatica. «Chiedono, prima di tutto, di avere voce in capitolo», ha affermato, collegando la valutazione delle leggi alla necessità di riconoscere ai minori un ruolo più attivo.


L’ascolto resta una tutela decisiva

Nel corso dell’audizione, Terragni ha richiamato anche le diverse forme di violenza che possono colpire i più giovani, comprese quelle esercitate attraverso gli strumenti digitali. Tra i rischi ha inserito pure la mancata capacità degli adulti di ascoltare adeguatamente bambini e adolescenti.

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La Garante ha inoltre sottolineato il valore delle relazioni nella crescita. «Senza efficaci e amorose relazioni i bambini non crescono e non prosperano», ha detto, osservando che l’individualismo esasperato degli adulti può tradursi nella pressione a diventare grandi troppo presto e a creare il minor disturbo possibile.


Il rischio della trascuratezza

Secondo Terragni, questo atteggiamento può assumere i contorni di una forma di maltrattamento e rientrare nella trascuratezza dei bisogni dell’infanzia. Non si tratta quindi soltanto di prevenire le violenze più evidenti, ma anche di riconoscere le conseguenze dell’assenza di cura e attenzione nella vita quotidiana.

La Garante ha infine indicato proprio nell’ascolto insufficiente dei minori un’ulteriore possibile manifestazione del maltrattamento. La partecipazione dei giovani alle decisioni che li riguardano e l’analisi dell’impatto delle norme diventano così, nella sua prospettiva, due strumenti collegati per rafforzarne i diritti.

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