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Cronaca 1 min di lettura6 ore fa

Legge elettorale, otto dubbi sulla Costituzione: il caso parte da Cagliari

L’azione contro la legge n. 180 del 2026 è sostenuta da giuristi, accademici e due ex presidenti della Sardegna e potrebbe estendersi ad altre 25 sedi giudiziarie

La nuova legge elettorale n. 180 del 2026 finisce al centro di un’azione giudiziaria destinata a superare i confini della Sardegna. A Cagliari è stato infatti presentato un ricorso contro la Presidenza del Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di sottoporre alla Corte costituzionale otto possibili questioni di legittimità.

L’iniziativa è stata depositata davanti al Tribunale ordinario del capoluogo sardo dagli avvocati Giovanni Dore, Carlo Augusto Melis e Alessandro Tedde. Il documento raccoglie adesioni provenienti dagli ambienti accademici, giuridici, istituzionali, politici e culturali dell’isola.

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Otto contestazioni alla nuova norma

Secondo i promotori, la disciplina appena approvata potrebbe entrare in conflitto con alcuni principi essenziali dell’ordinamento costituzionale. Nel mirino ci sono, in particolare, la parità del peso del voto, la possibilità per gli elettori di individuare liberamente i propri rappresentanti, il pluralismo politico e il funzionamento dell’assetto parlamentare.

Tra i firmatari e sostenitori dell’azione figurano i costituzionalisti Pietro Ciarlo, Gianmario Demuro e Andrea Deffenu. Hanno aderito anche Federico Palomba e Gianmario Selis, entrambi già alla guida della Regione Sardegna, oltre all’ex rettrice dell’Università di Cagliari Maria Del Zompo e agli studiosi Francesco Sitzia, Andrea Pubusa e Carlo Dore jr.

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Da Cagliari una rete nazionale

Il ricorso sardo rappresenta il primo tassello di un progetto più ampio, costruito insieme a una rete di avvocati collegata a Roberto Zaccaria, Pietro Adami, Federico Grosso e Maria Agostina Cabiddu. L’intenzione è replicare l’iniziativa in altre 25 sedi di Corte d’Appello presenti sul territorio italiano.

La strategia prevede dunque una serie di procedimenti distribuiti a livello nazionale. L’obiettivo comune è portare davanti alla Corte costituzionale le questioni sollevate sulla legge elettorale e verificarne la compatibilità con i principi fondamentali della Carta.

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