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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Legge elettorale, la maggioranza passa: ora il voto decisivo

Anna Ascani attacca il testo e il ricorso alla fiducia, mentre alla Camera l’articolo 3 incassa 228 voti favorevoli su 375 presenti.

“Le regole appartengono a tutti, governare non è comandare”: è la critica più netta rivolta da Anna Ascani, esponente del Partito democratico, alla riforma elettorale in discussione alla Camera. La deputata contesta soprattutto il ricorso alla fiducia e un impianto che, a suo giudizio, ridurrebbe lo spazio di scelta degli elettori.


Ascani boccia il meccanismo delle preferenze

Secondo Ascani, il provvedimento sarebbe stato costruito su misura per l’attuale maggioranza. La parlamentare dem sostiene inoltre che il tema del premierato sia stato accantonato per evitare un confronto sul consenso popolare, richiamando il precedente del referendum sulla giustizia.

Nel mirino finisce anche il sistema delle preferenze. Ascani ritiene che la sua formulazione porti a un Parlamento composto per almeno l’80% da candidati scelti dai partiti, anziché dagli elettori, e definisce questo aspetto uno degli elementi più ingannevoli della riforma.


Fiducia sull’articolo 3: i numeri

Il passaggio parlamentare ha però rafforzato il cammino del testo. La questione di fiducia posta sull’articolo 3 ha ottenuto 228 voti favorevoli, mentre i contrari sono stati 144 e gli astenuti 3, su un totale di 375 deputati presenti.

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La disposizione interviene sulla configurazione di alcuni collegi dell’Alto Adige, tra cui quelli di Merano, Bressanone e Bolzano. La legge è indicata anche con i nomi di Melonellum e Stabilicum.


L’8 ottobre arriva il passaggio chiave

Il calendario prevede ora un appuntamento decisivo: l’8 ottobre l’intero impianto della legge sarà sottoposto al voto segreto dell’Aula. Sarà quello il momento conclusivo del percorso alla Camera, dopo il quale l’approvazione del provvedimento sarà più vicina.

Nel frattempo, il 6 ottobre Montecitorio aveva già votato la fiducia sui primi due articoli. Ancora precedente, il 1° ottobre, era stato il superamento delle pregiudiziali di costituzionalità sollevate contro la riforma.

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