Lea, la nuova sfida è il personale: in 9 anni via 63mila medici
Antonio Magi giudica positivo il nuovo aggiornamento dell’assistenza, ma avverte: senza assunzioni e regole più flessibili molte prestazioni potrebbero restare soltanto sulla carta.
L’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza arriva mentre il Servizio sanitario nazionale si prepara a perdere, per effetto dei pensionamenti, circa 63mila professionisti nei prossimi nove anni. Il dato comprende 55mila medici dipendenti, soprattutto ospedalieri, e circa 8mila specialisti ambulatoriali interni: una riduzione che potrebbe rendere più difficile offrire concretamente le nuove prestazioni previste.
Il nodo resta l’accesso effettivo
Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, considera positivo il provvedimento annunciato dal ministro Schillaci e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Secondo Magi, la revisione rende l’assistenza più aderente ai progressi della medicina e ai bisogni emergenti, soprattutto grazie al rinnovamento della specialistica ambulatoriale, con l’inserimento di attività inedite e la rimozione di quelle non più attuali.
La vera verifica, però, sarà la possibilità per le persone di usufruire dei servizi in tempi adeguati, a prescindere dalla Regione di residenza e senza dover ricorrere al privato a proprie spese. “Chi garantirà queste prestazioni ai cittadini?”, è la domanda posta da Magi, che lega l’effettività dei nuovi Lea alla disponibilità di personale e alla capacità organizzativa del sistema.
Più assunzioni e meno vincoli
Per affrontare il ricambio generazionale, il dirigente del Sumai ritiene necessarie nuove assunzioni e condizioni capaci di rendere il Ssn più attrattivo per i giovani. In parallelo, propone di rivedere i limiti che oggi impediscono a professionisti qualificati di aumentare volontariamente il proprio impegno nel servizio pubblico.
Tra gli ostacoli indicati c’è il regime delle incompatibilità, considerato ormai poco adeguato all’attuale organizzazione sanitaria. Magi non chiede di cancellare i controlli sui conflitti di interesse, ma di introdurre norme più trasparenti e coerenti, così da valorizzare le competenze già disponibili.
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Territorio decisivo per i nuovi Lea
Una maggiore utilizzazione degli specialisti ambulatoriali interni, secondo la proposta, potrebbe rafforzare il collegamento tra ospedali e servizi territoriali. Le aree indicate comprendono le Case della comunità, gli Ospedali di comunità, l’assistenza a domicilio e i percorsi diagnostico-terapeutici.
L’obiettivo dichiarato è trasformare l’aggiornamento formale dei Lea in prestazioni realmente fruibili, contribuendo anche a contenere le liste d’attesa e a ridurre le differenze tra territori. Per riuscirci, Magi richiama tre priorità: finanziamenti, programmazione e reclutamento, insieme alla possibilità di impiegare meglio le risorse professionali già presenti nel Ssn.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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