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Cronaca 2 min di lettura30 set

Laghi lombardi, il viaggio oltre le rive: cosa racconta la nuova guida

Dai grandi bacini ai piccoli specchi d’acqua, un itinerario tra paesaggi, borghi, memoria e sapori della Lombardia lacustre.

Non è soltanto una raccolta di itinerari: la nuova Guida di Repubblica dedicata ai laghi lombardi propone un modo diverso di osservare il territorio, mettendo sullo stesso piano celebri località e angoli meno conosciuti. Il volume attraversa una regione in cui acqua, montagne, colline e pianura costruiscono scenari molto diversi tra loro.

A fare da chiave di lettura c’è anche la voce di Carlo Petrini, intervistato a Roma poco prima di partecipare al ricordo di Dario Fo al Teatro Sistina, nell’anno del centenario della nascita dell’artista. Il fondatore di Slow Food, gastronomo e sociologo del cibo, ha invitato a considerare ogni paesaggio con cura: «Non serve appartenere a un territorio per amarlo. Serve attenzione».


Petrini e il valore dei dettagli

Piemontese, ma attento alle bellezze di ogni parte del mondo, Petrini era stato chiamato a contribuire alla guida con una riflessione sul rapporto tra persone, ambiente e luoghi. Per lui i laghi non sono semplici scenari da ammirare: raccontano il modo in cui le comunità scelgono di vivere e di prendersi cura del proprio spazio.

Nella sua lettura, la bellezza non coincide necessariamente con i nomi più celebri. «Se ti limiti alla riva, perdi metà del racconto», osservava parlando del lago di Como, richiamando l’importanza di esplorare anche ciò che si trova oltre i punti più fotografati. Sul Garda, invece, individuava una lezione concreta di sostenibilità: il territorio non va consumato, ma abitato con equilibrio.

Il suo ragionamento comprendeva anche il lago Maggiore, condiviso tra Lombardia e Piemonte. I confini amministrativi, spiegava, hanno poco peso davanti alla natura. Quanto agli specchi d’acqua più piccoli, Petrini li considerava luoghi nei quali il legame tra ambiente e comunità è ancora percepibile con immediatezza, chiedendo ai visitatori di non comprometterlo.

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Dai bacini celebri agli angoli nascosti

Il percorso editoriale parte dai laghi più noti: Garda, Como, Maggiore e Iseo. Sono i grandi protagonisti di una geografia modellata dall’acqua tra l’arco alpino e la Pianura Padana, dove ville storiche, borghi, porticcioli e passeggiate affacciate sul lago conservano tracce di incontri, commerci e viaggi di epoche diverse.

La guida, diretta da Giuseppe Cerasa, allarga poi lo sguardo verso destinazioni meno frequentate ma altrettanto caratterizzate. Tra queste figurano il lago di Varese, il lago d’Idro, il lago di Pusiano e il lago di Segrino, inseriti in un itinerario che alterna boschi, rilievi, colline moreniche e piccoli centri abitati.


Sapori e ospitalità sulle rive

Accanto ai contributi dedicati ai paesaggi, il volume ospita l’ultima intervista a Carlo Petrini e una testimonianza di Stanley Tucci, che ha espresso il proprio apprezzamento per la Lombardia. Queste presenze arricchiscono il racconto con prospettive legate alla cultura, alla memoria e al rapporto con il territorio.

Una parte della pubblicazione è riservata anche agli indirizzi utili per conoscere la cucina locale, i prodotti d’eccellenza e le strutture ricettive delle aree lacustri. La guida è disponibile in edicola dal 29 settembre; in seguito è prevista la distribuzione nelle librerie e attraverso Amazon e Ibs.

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