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Cronaca 2 min di lettura30 set

La diagnosi di Di Battista: cure in arrivo, niente candidatura

L’ex deputato racconta il ricovero a Cuba, l’intervento e la decisione di fermarsi dalla politica per affrontare le terapie.

Il percorso politico di Alessandro Di Battista subirà una pausa: l’ex deputato del Movimento 5 Stelle ha rivelato di avere un tumore e ha annunciato che non correrà alle prossime elezioni politiche. La priorità, ha spiegato durante Di Martedì su La7, sarà affrontare le cure dopo il ricovero e l’operazione sostenuti a Cuba.


La scoperta dopo il malore

Nel corso della puntata del 29 settembre, Di Battista ha ricostruito quanto accaduto sull’isola, dove si trovava quando ha iniziato ad accusare i primi sintomi. Gli esami hanno evidenziato un edema cerebrale provocato dalla presenza della malattia.

«Mi sono iniziato a sentir male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato a Cuba», ha raccontato in televisione. Secondo la sua ricostruzione, i medici hanno individuato rapidamente il problema, ridotto il gonfiore con le terapie necessarie e poi proceduto all’intervento.

L’operazione ha consentito di rimuovere quasi tutta la massa. Ora, rientrato in Italia, dovrà sottoporsi a un nuovo ciclo di trattamenti, con la speranza che si rivelino efficaci. L’ex parlamentare ha anche riconosciuto il lavoro svolto dal personale sanitario cubano, nonostante le difficoltà legate alla situazione dell’isola e all’embargo statunitense.


Niente urne: prima vengono le terapie

Di Battista ha spiegato di non voler alimentare l’immagine del paziente che affronta la malattia con slogan da combattente. Ha detto di sentirsi positivo e di voler seguire con attenzione le indicazioni dei medici, sottolineando che saranno loro a dover portare avanti la battaglia più importante.

La scelta avrà conseguenze anche sul suo impegno politico. L’associazione Schierarsi, di cui è vicepresidente, aveva compiuto alcuni passaggi in vista di una possibile partecipazione alle prossime elezioni, ma il nuovo quadro personale ha cambiato i programmi. «Dovrò iniziare presto le terapie Giovanni, ora giustamente devo pensare ad altro», ha affermato rivolgendosi a Giovanni Floris.

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L’obiettivo, ha aggiunto, resta quello di far crescere l’associazione in vista di eventuali future scadenze elettorali. Per il momento, però, la politica passa in secondo piano rispetto alla salute.


Le polemiche sul rientro in Italia

Durante il ricovero, Di Battista ha seguito anche le discussioni nate in Italia sul suo viaggio e sulle ipotesi relative a un volo di Stato. Ha riferito di aver letto accuse mentre si trovava in condizioni gravissime e ha chiarito che il ritorno è avvenuto con un volo sanitario coperto dalla sua assicurazione.

Ha inoltre smentito le ricostruzioni secondo cui sarebbe stato in coma, spiegando di aver appreso soltanto in ospedale di essere uscito da uno stato del quale non aveva consapevolezza. Sul caso ha ricordato anche una telefonata ricevuta da Giorgia Meloni durante la permanenza all’Avana.

L’ex deputato ha riferito che la Presidente del Consiglio e il governo gli hanno manifestato solidarietà. Meloni, secondo il suo racconto, lo avrebbe invitato a non dare peso alle critiche sul presunto volo di Stato, che non sarebbe mai stato previsto: si sarebbe trattato, invece, di un trasferimento sanitario.

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