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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Knox, il ricordo più forte dopo 15 anni: «A testa alta

L’ex detenuta è tornata con le immagini dei luoghi e delle persone legate alla sua vicenda giudiziaria in Italia.

Tra le immagini condivise da Amanda Knox a quindici anni dalla scarcerazione c’è anche quella con don Saulo, il sacerdote che prestava servizio nel carcere di Perugia durante la sua detenzione. Un ricordo personale, accompagnato da parole dedicate al sostegno ricevuto in quel periodo.


Il legame con don Saulo

Knox ha indicato il religioso come «il prete che mi ha tenuto per mano in quegli anni quando la mia famiglia non poteva». La fotografia rientra nei contenuti pubblicati su X per ricordare il periodo trascorso in Italia dopo l’arresto e il processo per la morte di Meredith Kercher.

Nello stesso racconto, l’americana ha richiamato anche il modo in cui ha affrontato i suoi ritorni nel Paese. «E ho attraversato Venezia, Milano e Roma a testa alta», ha scritto, riferendosi alle città visitate dopo la conclusione della vicenda giudiziaria.

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Il ritorno davanti al tribunale

Tra le tappe ricordate figura anche il tribunale di Perugia, dove si svolsero i procedimenti di primo e secondo grado. Knox ha pubblicato una fotografia scattata davanti all’edificio, legando quell’immagine all’anniversario dell’assoluzione e della liberazione ottenute quindici anni fa in appello.

Nel messaggio ha ricordato che proprio in quel luogo era stata condannata a 26 anni. Ha inoltre rievocato le contestazioni di alcune persone presenti fuori dal tribunale nel momento in cui venne assolta: «Folle di locali scandivano “Vergogna” quando sono stata assolta», ha scritto, riferendosi a uno dei suoi successivi rientri in Italia.

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