Jacobs contro Equalize: la richiesta per i danni dello spionaggio
Il campione olimpico annuncia l’azione civile nel procedimento con oltre 70 imputati, mentre per alcuni indagati si avvicina il patteggiamento
Marcell Jacobs intende chiedere un risarcimento per le conseguenze dell’attività di spionaggio che avrebbe coinvolto lui e il suo entourage. Il velocista, attraverso il proprio legale, ha preannunciato la costituzione come parte civile nel procedimento sul caso Equalize, insieme ad altri soggetti che si considerano danneggiati.
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Jacobs nel mirino dell’inchiesta
Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, il presunto hacker Gabriele Pegoraro avrebbe avuto accesso ai telefoni di Jacobs e delle persone a lui vicine. L’obiettivo sarebbe stato raccogliere conversazioni e informazioni legate a un presunto utilizzo di sostanze dopanti.
La vicenda risalirebbe all’estate del 2021. Stando agli atti, Giacomo Tortu, fratello del velocista e compagno di staffetta Filippo, avrebbe chiesto a Carmine Gallo, già numero due di Equalize e morto nel 2025, di ottenere illegalmente quei dati. Per l’operazione sarebbero stati versati 10mila euro in contanti.
L’udienza slitta sulle notifiche
Le richieste formali di costituzione come parte civile saranno presentate nella prossima udienza, fissata per il 3 dicembre. La seduta odierna è stata infatti dedicata anche alla soluzione di alcune questioni relative alle notifiche, che hanno impedito di completare gli adempimenti previsti.
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Il procedimento è ancora nella fase dell’udienza preliminare e conta oltre 70 imputati. Tra le persone offese presenti tramite i propri avvocati figura anche l’imprenditore Claudio Del Vecchio, che potrà a sua volta valutare la richiesta di costituirsi parte civile.
Patteggiamenti in arrivo
Nel frattempo, alcune difese hanno raggiunto un’intesa con la procura per chiedere il patteggiamento. Le richieste sono già state anticipate alla giudice dell’udienza preliminare Tiziana Landoni e riguardano, tra le altre, le posizioni di Giulio Cornelli e Giuliano Schiano.
Un accordo è stato raggiunto anche per l’informatico Nunzio Samuele Calamucci. Assistito dall’avvocata Antonella Augimeri, ha chiesto una pena di 3 anni e 4 mesi, con il consenso dei pubblici ministeri De Tommasi e Fusco; nell’intesa è stata considerata anche l’attenuante speciale legata alla collaborazione fornita durante le indagini.
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