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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Inchiesta a Palermo: Armao nel mirino, chi rischia la misura cautelare

La Procura di Palermo ha chiesto provvedimenti per nove persone dopo le perquisizioni negli studi e nell’abitazione dell’ex vicepresidente della Regione Sicilia.

Tra i nove destinatari delle richieste cautelari figurano professionisti, imprenditori e pubblici ufficiali. Nell’elenco compaiono il deputato regionale del Movimento per l’Autonomia Giuseppe Geremia, Giuseppe Argirò, Benedetta Costanzo, Lombardo, Mario Lupo, Marco Gentile Malacarne, Pietro Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla.


Un’inchiesta che coinvolge più figure

Secondo la ricostruzione della Procura di Palermo, gli indagati avrebbero ottenuto diversi favori. Tra i nomi indicati dagli inquirenti c’è anche l’avvocato Pietro Luigi Matta, oltre ad alcuni esponenti del mondo imprenditoriale.

La vicenda riguarda anche Gaetano Armao, figura da lungo tempo presente nella vita pubblica siciliana. Il 64enne è stato convocato dal giudice per le indagini preliminari, che dovrà ascoltarlo nell’ambito della procedura legata alla misura richiesta dalla procura.


Perquisiti casa e studi di Armao

Gli accertamenti hanno interessato l’abitazione privata di Armao e i suoi studi professionali situati a Palermo e Roma. Le attività investigative sono state disposte con l’obiettivo di tutelare eventuali elementi di prova ed evitare possibili alterazioni del materiale raccolto.

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Gli investigatori avrebbero inoltre esteso le verifiche ad alcuni uffici della Regione, alla presenza di un magistrato della Procura. L’intervento è collegato anche all’attività professionale di Armao, che esercita la professione forense.


Le accuse rivolte all’ex assessore

La Procura palermitana ha ipotizzato nei confronti dell’ex assessore regionale all’Economia e già vicepresidente della Regione Sicilia i reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione per l’esercizio della funzione.

Armao, che fino ad agosto ha guidato la Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale, è il principale destinatario della richiesta di arresto. La decisione definitiva sulle misure cautelari spetterà al giudice competente dopo gli interrogatori e l’esame degli atti.

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