Il raglio smaschera la truffa: 250 euro per parlare col cane morto
Tre persone avrebbero pagato per ricevere messaggi dai propri animali scomparsi, ma un audio inviato per errore avrebbe fatto crollare la messinscena
Chi ritiene di essere stato coinvolto nella vicenda dovrebbe mettere al sicuro ogni elemento utile: ricevute dei versamenti, conversazioni, messaggi vocali e altri materiali scambiati online. È l’indicazione rivolta dall’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) alle possibili vittime.
La stessa associazione invita inoltre a rivolgersi alle autorità competenti. Al momento non è chiaro se si tratti di episodi circoscritti oppure della manifestazione di un’attività più ampia, costruita sul dolore di chi ha appena perso un animale domestico.
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Le segnalazioni arrivano da tre regioni
I casi raccolti riguarderebbero almeno tre persone. Una vive a Foggia, un’altra ad Ancona e la terza in Piemonte: una distribuzione geografica che, secondo Aidaa, lascia aperta l’ipotesi di un fenomeno non confinato a una sola città.
Le persone coinvolte avrebbero raccontato situazioni riconducibili allo stesso schema. Per verificare quanto accaduto, l’associazione considera importanti sia le tracce dei pagamenti sia il contenuto delle comunicazioni avvenute con i presunti sensitivi.
Promesse rivolte a chi soffre
Il servizio sarebbe stato presentato a proprietari ancora provati dalla morte di cani o gatti. Attraverso incontri a distanza e comunicazioni digitali, i sedicenti medium avrebbero promesso di ristabilire un contatto con gli animali scomparsi.
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La messinscena avrebbe incluso anche suoni e versi attribuiti agli animali defunti. Per accedere alle presunte sedute spiritiche era richiesto un pagamento: in genere la cifra si sarebbe aggirata sui 200 euro, con un episodio arrivato fino a 250 euro tramite sistemi online.
Un errore audio fa nascere i sospetti
A far dubitare un cliente della reale natura dell’offerta sarebbe stato un messaggio vocale ricevuto su WhatsApp. Il file, che avrebbe dovuto contenere l’abbaiare del cane morto, trasmise invece il raglio di un asino.
L’invio del suono sbagliato avrebbe così svelato l’errore nella presunta comunicazione dall’aldilà. La vicenda è stata resa nota da Aidaa, che ha raccolto le segnalazioni e ha richiamato l’attenzione sul possibile sfruttamento della sofferenza legata alla perdita di un animale.
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