Il fondatore di Bio-On contesta la condanna per bancarotta
L’imputato è stato condannato in primo grado per bancarotta fraudolenta legata a un falso in bilancio
Il fondatore di Bio-On, Marco Astorri, affronta il processo d’Appello dopo la condanna in primo grado per bancarotta fraudolenta connessa a un falso in bilancio. L’imprenditore respinge però l’accusa e sostiene di essere stato travolto dalle difficoltà finanziarie della società.
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La posizione di Astorri
Astorri ha dichiarato di non essersi mai comportato da criminale nella gestione di Bio-On. La sua difesa si concentra sulla crisi dell’azienda e sulle conseguenze del deterioramento dei rapporti con il mercato finanziario.
«In Bio-On non ho mai agito da criminale. Io sono stato vittima del sistema finanziario», ha affermato il fondatore, che ora attende il giudizio della Corte d’Appello.
La crisi della startup
Secondo la ricostruzione di Astorri, Bio-On non è riuscita a superare la pressione esercitata dalle condizioni del mercato. L’imprenditore ha sostenuto che la società avesse comunque sviluppato e realizzato la plastica annunciata.
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«Non abbiamo retto i colpi del mercato. La plastica l’abbiamo prodotta, poi mi hanno accoppato», ha detto, riferendosi al crollo che ha coinvolto l’azienda e la sua posizione personale.
Il rammarico per gli investitori
Nel parlare della vicenda, Astorri ha espresso dispiacere per le persone che avevano scelto di investire in Bio-On e per quanti avevano riposto fiducia nel progetto.
Il processo d’Appello dovrà ora esaminare la condanna pronunciata in primo grado e le responsabilità contestate al fondatore della startup.
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