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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Il fermo spegne le piazze: cosa c’è dietro il Movimento 17 ottobre

Decine di migliaia di utenti attendevano istruzioni per le proteste, ma l’arresto dei due presunti organizzatori ha interrotto il coordinamento prima degli scontri.

Le proteste annunciate in diverse città italiane non sono esplose. A poche ore dall’appuntamento, il fermo di Youssef Siher e della moglie Sagia Hammoud, indicati dagli investigatori come i possibili promotori del Movimento 17 ottobre, ha lasciato senza indicazioni le persone che attendevano istruzioni sui social.

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Il coordinamento si interrompe prima delle piazze

Il gruppo poteva contare su una platea numerosa: circa 100mila utenti seguivano i contenuti su Telegram, mentre altri 50mila erano presenti su Instagram. In molti aspettavano un messaggio con luoghi e orari delle iniziative, necessario per trasformare la mobilitazione online in una protesta organizzata.

Quel comunicato, però, non è arrivato. La polizia ha seguito le attività in rete e ha fermato Siher e Hammoud prima che potessero diffondere ulteriori indicazioni. Il risultato è stato il ridimensionamento delle manifestazioni previste e l’assenza degli scontri temuti nelle piazze italiane.


Il sospetto di una regia digitale

La rapidità con cui le conversazioni hanno raggiunto un pubblico così ampio ha attirato l’attenzione degli investigatori, soprattutto per quanto riguarda Telegram. Il social era stato utilizzato come spazio di diffusione dei messaggi e come strumento per coordinare i partecipanti al movimento.

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Proprio questo elemento ha alimentato l’ipotesi di un possibile coinvolgimento russo. Secondo il sospetto investigativo, le proteste potrebbero essere state sostenute online in un’operazione riconducibile alla cosiddetta guerra ibrida, con l’obiettivo di aumentarne la portata e la tensione.


Il precedente degli attacchi informatici

Nel quadro esaminato dagli investigatori compare anche NoName, collettivo di hacker filorussi accusato di avere colpito obiettivi in Italia e all’estero. Tra gli episodi più recenti viene citato l’attacco contro il sito della Farnesina, avvenuto pochi giorni prima.

Il legame tra quel tipo di attività e il Movimento 17 ottobre resta, nel testo dell’indagine, un’ipotesi da verificare. Il dato accertato è invece che il fermo dei due presunti istigatori ha bloccato la comunicazione decisiva, impedendo alle mobilitazioni annunciate di ricevere le ultime istruzioni.

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