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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Grandi navi, Venezia si mobilita: «Gli scavi aggravano l’erosione»

Il comitato contesta il progetto per il canale Vittorio Emanuele e annuncia un’assemblea il 29 ottobre, seguita dalla manifestazione del 7 novembre a San Basilio.

L’ipotesi di riportare le grandi navi alla Stazione marittima di Santa Marta riaccende il confronto sul futuro della laguna. Il Comitato No grandi navi contesta il via libera espresso dalla commissione Via-Vas al progetto sul canale Vittorio Emanuele e teme conseguenze sull’equilibrio ambientale di Venezia.

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L’allarme sull’erosione della laguna

Per il comitato, l’intervento non sarebbe isolato: il piano comprende anche il dragaggio e l’ampliamento di alcuni tratti del canale dei Petroli, oltre alla costruzione di un nuovo terminal crocieristico a Porto Marghera. Tra le opere previste figura inoltre un’isola di 46 ettari destinata alla gestione dei fanghi rimossi.

«I nuovi scavi rischiano di peggiorare l’erosione e compromettere ulteriormente l’equilibrio della laguna», sostiene il comitato. L’organizzazione collega il progetto alla crisi climatica e richiama l’innalzamento del livello del mare, chiedendo come sia possibile autorizzare interventi capaci, a suo giudizio, di aggravare la fragilità già esistente.


Due appuntamenti per contestare il progetto

La mobilitazione entrerà nel vivo con un’assemblea pubblica convocata per il 29 ottobre. Il passaggio successivo sarà la manifestazione in programma il 7 novembre a San Basilio, organizzata per ribadire l’opposizione al ritorno delle navi da crociera nel bacino veneziano.

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Il comitato sostiene che l’insieme delle opere comporti un investimento complessivo di 375 milioni di euro. La protesta riguarda quindi sia la scelta di intervenire sui canali sia il modello di sviluppo legato alla crescita del traffico crocieristico.


Santa Marta tra i quartieri più esposti

Secondo l’organizzazione, le decisioni pubbliche e gli interessi delle compagnie multinazionali privilegerebbero i ricavi della monocultura turistica rispetto alle esigenze della popolazione residente. Nel mirino finiscono in particolare le conseguenze previste per Santa Marta e Sacca Fisola.

I due quartieri, descritti dal comitato come tra le aree più residenziali della città, sarebbero quelli maggiormente penalizzati dalla presenza delle navi da crociera. La contestazione si concentra dunque anche sull’impatto quotidiano che il nuovo assetto del traffico marittimo potrebbe avere sugli abitanti.

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