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Cronaca 2 min di lettura27 min fa

Scontri nelle piazze: Meloni difende la polizia, Avs chiede i nomi

Dopo le violenze in varie città, la premier esprime sostegno agli agenti mentre Fratoianni e Bonelli condannano i responsabili e respingono le accuse alla sinistra

Gli scontri avvenuti ieri in diverse città hanno aperto un nuovo fronte politico. Da una parte Giorgia Meloni ha ribadito il sostegno alle forze dell’ordine; dall’altra Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, hanno condannato gli episodi violenti chiedendo però di capire chi abbia organizzato alcune manifestazioni e contestando la strumentalizzazione politica dell’accaduto.

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Meloni schiera il governo con gli agenti

La presidente del Consiglio ha affidato a X il suo commento sugli incidenti. Nel messaggio ha rivolto solidarietà agli uomini e alle donne impegnati nei servizi di ordine pubblico, ringraziandoli per aver protetto cittadini, lavoratori, commercianti e manifestanti.

Meloni ha attribuito gli atti di violenza a gruppi organizzati e a persone intenzionate, a suo giudizio, a trasformare le proteste in occasioni di scontro. «Siamo con voi», ha scritto la premier rivolgendosi agli agenti, aggiungendo che nessuno dovrebbe essere costretto a vivere la propria città con paura o a vederla danneggiata da bande di teppisti.


Fratoianni chiede di capire chi organizza

Nicola Fratoianni ha mantenuto una posizione netta contro la violenza, ma ha sostenuto che la sola condanna non basti a spiegare quanto accaduto. A margine dell’assemblea nazionale di Terra comune, a Roma, il leader di Sinistra italiana ha osservato che tra i partecipanti c’erano anche molti giovani e giovanissimi convocati da sigle poco conosciute.

Il riferimento è stato a “Italia in piazza”, indicata come promotrice di alcuni cortei. Fratoianni ha detto di non riuscire a ricostruirne l’origine e ha invitato la politica a esaminare il fenomeno senza ricorrere a letture complottiste. «Capire è il compito di chi fa politica», ha spiegato, sostenendo che sulla presenza di tanti ragazzi restano aspetti da chiarire.

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Secondo l’esponente di Avs, gli episodi violenti rischiano di oscurare le ragioni delle proteste. Per questo, pur ribadendo che la violenza è sempre un problema e non può rappresentare una risposta, ha chiesto un approfondimento sulle modalità con cui le manifestazioni sono state convocate.


Bonelli: «I responsabili siano identificati»

Anche Angelo Bonelli ha separato nettamente le rivendicazioni di piazza dagli atti criminali. Intervenendo a Roma, ha sostenuto che l’identificazione dei responsabili spetti al ministro dell’Interno e alle autorità competenti, non alle forze politiche. Ha inoltre ricordato di aver visto alcuni manifestanti opporsi ai violenti e una ragazza impegnata a spegnere un incendio.

Per il leader di Europa verde, la maggioranza dei partecipanti era pacifica e le aggressioni hanno finito per danneggiare temi come la scuola e il costo della vita. «Gli autori di quelle violenze sono nostri nemici», ha affermato, spiegando che le loro azioni cancellano le richieste di chi scende in strada senza intenzioni distruttive.

Bonelli ha poi respinto le accuse rivolte ad Avs da esponenti della destra, comprese quelle che avrebbero descritto il partito come mandante o istigatore degli scontri. A suo avviso, l’uso politico delle violenze serve a spostare l’attenzione dalle difficoltà economiche e sociali del Paese e dalle proposte avanzate dalla sua formazione su lavoro, ambiente, energia e politica internazionale.

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