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Cronaca 1 min di lettura4 giorni fa

Genova, lo striscione sui bambini stranieri finisce nel mirino: scoppia il caso

Davanti ad alcuni istituti sono comparsi cartelli e volantini contro il ddl Razzismo, ma alla primaria Daneo la rimozione di un messaggio antirazzista ha acceso la protesta dei genitori.

Davanti ad alcune scuole di Genova la mattinata è stata segnata da volantini, presìdi e cartelli contro il cosiddetto ddl Razzismo, la misura del governo Meloni che punta a fissare un limite agli alunni stranieri per classe. Ma la scena che ha fatto più discutere si è consumata alla primaria Daneo, dove un messaggio esposto all’ingresso è stato tolto dalla Digos davanti a bambini e famiglie.

L’iniziativa è stata promossa dal movimento studentesco Osa, che ha chiamato gli studenti a mobilitarsi. Il clima si è però acceso soprattutto quando due agenti hanno rimosso uno striscione antirazzista realizzato dai bambini e appeso dai genitori sulla soglia della scuola. La scritta, «Qui nessun* è straniero», è diventata il centro della contestazione.


La protesta davanti agli istituti

La giornata è cominciata con una presenza diffusa davanti a diversi plessi cittadini. Volantinaggi e striscioni hanno accompagnato la presa di posizione contro la norma che prevede un tetto alla presenza di studenti stranieri nelle classi.

Osa ha organizzato la mobilitazione proprio per contestare quel provvedimento, definendolo nei contenuti come un “ddl Razzismo”. La protesta ha coinvolto più scuole e ha richiamato l’attenzione di chi in quelle ore stava entrando a lezione.


La rimozione alla Daneo fa esplodere il caso

Alla primaria Daneo, invece, il nodo è diventato lo striscione antirazzista collocato all’ingresso. I presenti hanno raccontato che i due agenti della Digos lo hanno tolto mentre gli alunni stavano entrando in classe, con un intervento giudicato da alcuni come molto brusco.

La reazione dei genitori non si è fatta attendere: decine di loro hanno contestato la scena e hanno protestato sul posto. È stato proprio quel passaggio, avvenuto davanti alla scuola e nel momento dell’ingresso dei bambini, a trasformare una manifestazione già tesa in una nuova polemica.

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